DIO CI ILLUMINA

Novembre 7, 2009 - Leave a Response

dioillumina

post per la domenica (via)

Forum cazzimignon

Novembre 5, 2009 - 20 Responses

Sono Mario ed ho il pisello piccolo.
Per anni me ne sono disperato poi ho scoperto che esiste una categoria di femmine che non bada al pene se non per la sua funzione simbolica di compenetrazione tra anime.
Almeno così dice la dottoressa Leila sul forum cazzimignon.
Una schiera di fan del pisello piccolo.
Per cui ho risolto. Mi basta ripiegare su donne impaurite da certe intrusioni prepotenti.
Per risparmiare tempo ho anche elaborato delle macro categorie.
Le materne: loro di certo alle prese con un cazzo grande non si potrebbero dedicare alla pratica della rassicurazione.
Le egocentriche: troppo prese dalla loro vagina per badare al mio coso.         
Le crocerossine. Io ti aiuterò (di cui un sottoinsieme è quello delle buone: non posso non aiutarti).
Le pervertite. Uao, mai fatto con un coso così.
Le frigide. Tanto. Uno vale l’altro.
Le intellettuali. Per me è questione di complicità psichica. Le insicure. Mi ama.
Le disperate. Grasso che cola.
Le ubriache. Ho fatto sesso con Tom Cruise stanotte.
Le svenute.
Insomma, grazie dottoressa Leila.
Visto che devo convivere con questi dieci centimetri che almeno siano dieci centimetri di dignità perbacco! E non venitemi a dire che il forum cazzimignon è una cagata. La disonestà intellettuale rende il mondo un posto migliore.

La gobbitudine del dj (per inciso)

Ottobre 31, 2009 - 24 Responses

Arriva un momento in cui non è possibile rimandare oltre ed il gorgo delle obbligazioni sociali ti tira giù; io in genere non ho problemi con la mia sociopatia ma a quanto pare gli altri un po’ sì, quindi ieri sera ho ceduto.

Son tre settimane che un amico di un amico non fa che ripetere al mi marito “sai c’è una mia amica anch’ella italiana e della stessa città di tua moglie che la vorrebbe tanto conoscere, dai combinate un incontro“.

Lui -il marito, sempre entusiasta per proposte come questa, inutile e coglione marito- son tre settimane che incalza. Lo vedo che scrive sms alla tipa compaesana, prende accordi per me e poi mi domanda: “Allora ti va bene sabato alle otto?”.
“No no, dille che sabato alle otto non posso dille che ho palestra”.
Lui non si lascia abbattere e con raggelante entusiasmo rismessaggia alla tipa, poi fa “E domenica alle dieci?”.
“Eh non credo proprio” vediamo chi è più duro razza di inutile e coglione marito “domenica ci ho il chatechismo, lo sai”.
Lui non molla, riscrive, riorganizza, compulsivo hard core, insomma ci siamo capiti, alla fine ho ceduto.

Così ieri ho pigliato due piccioni con una fava e mi son tolta il pensiero. L’altro piccione era andare a vedere il marito versione dj nel nuovo bar in cui suona e siccome anche in quel caso era un po’ che  rimandavo,  mi son messa le scarpe e ho alzato il culo dalla sedia.

Il posto non era proprio il mio genere -ma che cacacazzi direte invece no, è  che eri sera  facevan la serata rockabilly, c’era gente strana giuro, sembrava carnevale, ho tentato di scattare delle foto a tre tipe vestite da batman barra moglie di dracula (fotina 1) ma non si vede, però fidatevi.

Il dj invece era come sempre molto fico nonostante la serata a tema ed è tutto un fatto di postura dico io. Qui ci infilo un inciso sulla gobbitudine del dj, chino sui piatti, sghembo nel suo autismo, concentrato sulla selezione, lo sguardo attento ed obliquo sulle cuffie e su di me, dj sei bellissimo vieni qua che ti bacio. L’unico caso di gobbitudine ganza assai, quella del dj (fotina 2).

Fine inciso il post è lungo continua a tue spese

Atene alcolica-mini guida per ganzi

Ottobre 29, 2009 - 18 Responses

Ieri i greci festeggiavano il giorno del no di quando cioè Mussolini  si provò di fare il ganzo coi greci: “Forza mangiafeta, fateci passare che dobbiam far la guerra noi!” ma i greci alzarono il dito medio: “Fottettevi fasci”.
“Ah sì?” fece allora Mussolini mettendo su un collo a tacchino ” e noi vi spezziamo le reni!”. Poi si sa come finiron le cose e insomma fine spieghino.

Dunque ieri era una festa non proprio contro gli italiani ma insomma, contro quelli fascisti un po’ sì. Così mentre noi italiani comunisti, che invece potevamo circolare, facevamo i turisti ad Atene ed i greci ficcavano la bandiera nel portabandiera (qui tutti i balconi ce l’hanno di serie) alcuni anarchici entravano nella stazione di Polizia  col kalashnikov.

Ma insomma. Entriamo ora nel vivo di questo post. Alcolismo ad Atene. I posti che dirò son ganzi assai che conosci solo se stai con  un ateniese ganzo  anch’esso altrimenti finisci a moijto&Shakira no grazie.

se sei ganzo continua per la mini guida

Signorina?

Ottobre 26, 2009 - 6 Responses

psycho_l

Ti piace il tuo lavoro?
Sì guarda da matti, col mio capo    facciamo un sacco di giuochi divertentizzimi.
Per esempio?
Per esempio facciamo adesso siamo poveri.
Sembra divertente.
Lo è. Per esempio se accendo l’aria condizionata, tempo due minuti lui corre nella mia stanza.
-signorina.
-sì.
-che facciamo?
-eh, che facciamo?
-noi non accendiamo l’aria condizionata. costa. sa, noi spendiamo troppo.
- eh ma io freddo.
- signorina lei è l’unica che mi accende l’aria condizionata, perchè noi invece non abbiamo freddo?
- eh ma io essere unica che avere stanza senza termosifone.
- la smetta perdio di scaldarsi con l’aria condizionata, sì?
E poi c’è adesso facciamo che tu sei la segretaria ed io il padrone del mondo ahahah.
- signorina mi è arrivata questa multa qua.
- eh.
- non la voglio mica pagare.
- ah. possiamo fare riscorso al prefetto.
- sì brava, chiami il prefetto e gli dica che sono un cavaliere della repubblica.
-ma come ma io mica…
-e un console, sì sì dica che sono anche un console.
-sì però non posso mica…
-oh che palle signorina che mi fa venire insomma io quella multa non la pago!
Adesso facciamo che non ci sono.
-signorina, non ho mica voglia di andare all’appuntamento di tizia, la chiami e le dica che l’avvocato è mooolto impegnato in tribunale che ne avrà fino alle sei, no alle sette dica.
-va bene.
Chiamo. Disdico.
Adesso invece facciamo che ci sono.
-signorina ci ho ripensato, mi chiami tizia e me la passi.
-ma.
-me la passi.
-le ho appena detto che è in tribunale.
-ma io ci ho ripensato. voglio parlare con tizia.
-magari se la chiama lei dal cellulare…
-cosa.
-magari poi tizia pensa che lei sta in tribunale.
-sì ma se la chiamo io poi che gioco del cazzo è questo, no?

No no, il lavoro è bello e ci si diverte.
Sono io che sono negata per i giuochi di ruolo.

Gotta be strong

Ottobre 22, 2009 - 15 Responses

oh my

L’altro giorno mi faceva male l’alluce. “Cosa può essere?” chiedo. “E’ la gotta” mi fa lui, “la riconosco, mio padre ce l’ha”. Ora.  L’esser malaticcia il più delle volte mi eleva ad esistenza pallida e sofferente, le persone cagionevoli di salute attirano compatimento e sono tanto sensibili per cui va bene.
Non si può ignorare però l’efficacia suggestiva di un nome.
Se dico che ho mal di testa penseranno poverina quanto pensa, cervellotica.
Già col mal di pancia ho più di pudore, dove è la zenzibilità in un intestino bloccato?
Ma la gotta.
(Anche se non so cos’è la gotta).
La gotta no.
Perdio.
Persino il mio amico Juan il fricchettone  -per lui tutti gli esseri umani hanno pari dignità, figuriamoci le malattie-  si è messo a ridere quando gli ho detto che  forse ho la gotta.
AhAhAhAh, non la smetteva più, AhAhAh ma la gotta è roba da vecchi, io facevo un sorriso tirato, AhAhAh, ma intanto mi era salito lo sconforto. Perchè, ditemelo voi, quale fascinazione resta ad una donna con LA GOTTA EH?
Sì sì sì lo so, tutto questo ha a che fare con la mia insicurezza bla, dovrei fregarmene bla, rielaborare i traumi infantili bla.
No. Io alla rielaborazione preferisco la rimozione, così ieri mi son vista Battlestar Galactica The Plan che ormai sono ad un punto di assuefazione tale alla serie che non capisco più se mi piace oppure no, cioè succedono cose che un po’ dici ma che minchia fanno?
Ma a quel punto basta invocare la cosa della sospensione della realtà, “Ah beh allora non parlo più” mi dico e poi io sospesa dalla realtà ci vivo: nella mia vita ho studiato solo codici e sentenze e son scappata in Grecia ad insegnare grammatica in greco, per forza che poi mi bevo ogni cagata.
E comunque, quando mi sento triste per via della gotta, il mio lavoro mi aiuta; penso allo sguardo vitreo di Aris ieri sera: “Aris, allora come-ti-chiami? Rispondi dai”.
Aris barcolla suda, allunga l’occhio al quaderno del suo compagno di banco.
“Aris” lo incoraggio ” dai, io-mi-chi… rispondi, io mi-chia… io mi chiamo…”.
“Sa…Salonic?” fa con labbro tremulo.
La gotta forse è niente.

Sono andata da Madame Damiana mi ha detto che sto per morire

Ottobre 20, 2009 - 16 Responses

Da un po’ di tempo Silvia, la mia Silvia, è cambiata. Non è più lei. D’un tratto, abituato com’ero a sentirle dire cose tipo che vuoto che ho dentro, ha smesso di lagnarsi, sembra felice.

Il mese scorso mi fa: “Mario io vado da Madame Damiana a farmi predire il futuro”.
“Chi è Madame Damiana amore?” domando.
Stava quasi per uccidermi, mi ha urlato: “SEI IL SOLITO CINICO CHE NON CREDE A NIENTE!” ed è uscita sbattendo la porta.
Quando torna mi fa: “Mario, Madame Damiana mi ha fatto una diagnosi mortale, la prossima primavera sarò morta”.
Questo fatto l’ha ovviamente turbata.

“Ora è tutto diverso per me, Mario, non riesco più a vedere le cose come un tempo”.
“Silvia, amore, non fare così magari Madame Damiana s’è sbagliata no?”.
M’ha fulminato con lo sguardo.
“MARIO PERDIO MA NON CREDI PROPRIO A NIENTE TU EH?!”
Non ho più fiatato.
Così ora dice che cerca qualcosa di più.
Cosa vuoi che mi freghi di andare la domenica all’outlet se sto per morire.
Cosa vuoi che me freghi di farmi la manicure se sto per morire.
Cosa vuoi che mi freghi del tuo Circolo della Vela di merda. continua

Per voi col calzettone (ah ah ah)

Ottobre 11, 2009 - 24 Responses

mare, ottobre

Mare Ottobre Grecia (ah ah ah)

Colpa dei Muse

Settembre 30, 2009 - 12 Responses

La mia nuova coinquilina si chiama Carlotta. Porta  le trecce ed ascolta sempre i Muse. La prima cosa che m’ha detto è “Stabiliamo delle regole, sei d’accordo?”, così adesso facciamo i turni per ogni cosa; per buttare la spazzatura,  per fare la spesa, per cucinare, per mettere su il caffè, sul serio, per ogni cosa.
Questa storia della turnazione lei la prende molto sul serio, tipo che stamattina  mi andava un cappuccino e ho messo su la moka ma, come si è sentito il frush frush del caffè, Carlotta è uscita  dalla camera urlando: “No, hai fatto il caffè! Toccava a me perchè non mi hai chiamata?”.
“Eh?” le ho risposto io ancora piena di sonno .
“Devi rispettare le regole sennò la turnazione non funziona!” ma poi ha prontamente risolto la  crisi: “Allora ormai oggi il caffè lo fai tu per tutti, io mi prendo il tuo turno di dopodomani, d’accordo?”.
“Okkei” ho risposto.
“Okkei” ha detto Carlotta e se ne è tornata in camera.
Ieri invece ha litigato col suo ragazzo, Gino, nel cuore della notte ho sentito porte sbattute ed urla, sono uscita a vedere. C’era Gino sul divano con la faccia da cane bastonato.
“Gino” gli ho fatto, “che succede?” ma Gino ha alzato le spalle senza rispondere, allora ci ha pensato Carlotta a dirmi tutto.
“Eh, succede che nell’agitazione questo scemo s’è dimenticato il preservativo. Alt! gli ho detto e l’ho sbattuto fuori”.
Poi Carlotta è partita con una super ramanzina a Gino che alla sua età è inaccettabile, che fan così i mezzi uomini, i falliti, che tenesse a bada il suo coso che con lei non si scherza, razza d’isterico spargitore di seme. Alla fine io e Gino eravamo distrutti e lei abbastanza sollevata.
Poi io e Gino ci siam guardati: “Sarà mica colpa dei Muse?” gli ho chiesto.

è stata una cosa da poco la giovinezza

Settembre 23, 2009 - 25 Responses

Anni: quarantadue oggi.
Tutti mi chiamano, mi dicono auguri Adriana! Ci vieni stasera al ristorante giapponese?
Ma non so, rispondo io.
Nella mia età di mezzo, cosa vengo a fare.
Che senso ha uscire adesso che la mia pelle è un laghetto ghiacciato e teso dall’acido ialuronico?
Sono ancora bella?
Quanti uomini ho beffato col mio piglio da ninfetta.
Mi sembrava di esser scivolata sulla mia età, avevo questa serie nevrotica di fidanzati giovani; una matassa d’affetti fatta di ragazzini senza peli e troppo melensi, di ex fidanzati rigidi, di piscina e discoteca, magrezza e minigonne.
Percorrevo le giornate sulla superficie levigata di una gioventù tardiva probabilmente ma comunque bene accetta, scoppiata all’improvviso sopra la pelle e generatrice di una corsa degli eventi elementare e spensierata.
E sempre mi lagnavo che ero stanca che avevo bisogno di riposo, di stare lontana per un po’ dalle scene, imbruttirmi, restare con i miei cinque chili di troppo, essere depressa e quarantenne.
Poi stamattina mi son vista il culo allo specchio.
Un culo di merda.
No.
Non sono bella.
Riposo un cazzo -mi son detta infilando una siringa di botulino sulla chiappa- che ci facevo dentro casa quando non avevo ancora la pelle ispessita dall’esposizione solare prolungata?

E’  stata una cosa da poco la giovinezza.

In the NA

Settembre 20, 2009 - 2 Responses

non.riesco.a.smettere.son.sei.volte.che.guardo.questo.video.aiuto.

The Hidden Cameras

per la domenica

Settembre 20, 2009 - 2 Responses

canzone per la domenica (e da femminucce)

Beth Gibbons & Rustin’ Man -Mysteries

La triste storia del povero Fuccio (dell’orrido Ricky non ebbi cuore di domandare)

Settembre 17, 2009 - 12 Responses

Ieri sono uscita con Francesca e con Rosa. Francesca sta con l’orrido Ricky. Rosa col povero Fuccio.
“Senti un po’” -domando io ad un certo punto alcolico della serata- “ma come mai lo chiamate povero Fuccio?”.
“Allora”-mi fa Rosa pigliando un bel respiro- “a me piacciono i cazzi piccoli. Si, proprio così. Io sono una donna piena di complessi -troppo bassa troppo grassa non ho finito l’università mi mangio le unghie- e quello che non ha rovinato mia madre ci ha pensato il senso di colpa cattolico, così, insomma, a me scopare non piace e i cazzi grandi mi intimoriscono. L’uomo col cazzo piccolo invece non ha pretese, è dolce, ti sta vicino e sa apprezzare quel che viene perchè riconosce che è tutto grasso che cola”.
“Ah”-faccio io finendo d’un fiato la birra- “capisco”.
“Ma aspetta, non è mica per questo che lo chiamiamo povero Fuccio“, interviene Francesca.
“Ah no?”.
“No. Una volta eravamo ad una festa, Rosa aveva litigato con l’allora Fuccio e basta, aveva bevuto un po’…”.
“Un sacco” precisa Rosa.
“Sì, un sacco e andava ripetendo a chiunque Incredibile. Ha delle pretese. Incredibile. Giusto Rosa, confermi?”.
“Giusto, quella sera si era comportato da autentica testa di cazzo e con un pisello di nove centimetri non è che te lo puoi mica permettere”.
“Concordo -continua Francesca- “Insomma a mezzanotte arriva Rosa e ci presenta Juan Manuel, argentino con la passione per la Formula Uno e le t-shirt smanicate. Rosa dichiara: Io Fuccio lo amo ma con Juan Manuel non ho bisogno di domandare in continuazione sei entrato? sei entrato?“. Passa il cameriere, ordiniamo una terza birra. “Ecco. Da qui il povero Fuccio“.
Niente. Non ce l’ho fatta a chiedere anche dell’orrido Ricky.

Lasciarsi la domenica

Settembre 15, 2009 - 13 Responses

Giovanna se n’è andata. Era sabato, volevo andare al cinema a vedere Up, invece lei m’ha lasciato.
-Non sarebbe meglio rifletterci un po’ e andarcene a vedere Up? Dicono tutti che è bello.
M’ha fatto uno sguardo truce tipo t’ammazzo non parlare t’ammazzo ma io parlavo eccome che al cinema da solo non ci volevo andare.
Giovanna, amore, perdio ma sempre il fine settimana devi rompere la minchia? Al cinema danno Up, sono tre mesi che dico che voglio vederlo, non ci proverai mica gusto eh?
E poi se n’è andata davvero, ha sbattuto la porta e son rimasto a casa da solo; non ho dormito niente e, anche se devo ammettere che giocare tutta la notte alla play station non è stato male, non potevo fare a meno di domandarmi, Giovanna -amore- ma dove cazzo te ne sei andata, eh?
Secondo il mio amico Gino se una donna ti molla così all’improvviso è perchè ha un altro che altrimenti una donna mica ti lascia così. All’improvviso.
-Eh- ho fatto e poi, già che c’ero, gli ho pure chiesto se magari ci veniva lui con me al cinema, a vedere Up.
-No, scusa ma i cartoni animati mi fanno schifo, m’ha risposto. Quando ho messo giù m’è salito lo sconforto; sono andato in cucina, mi sono fatto un frullato e mi sono messo a piangere. Che il frullato di domenica è triste assai.
Lo vedi allora quanto sei stronza Giovanna -amore- io cerco d’esser ragionevole -mi faccio i frullati invece di chiamarti ogni due minuti- ma mica ci avrà ragione Gino, mica starai andando all’Ikea col tuo nuovo fidanzato a comprare lo scendiletto a forma di cuore?
Eh?
Giovanna, amore, perdio, non si lascia un uomo il fine settimana.

scusa la frangia

Settembre 8, 2009 - 28 Responses

lo dico ora così non ci penso più: torno in italia. vivere all’estero mi donava, peccato dire addio all’allure dell’espatrio.
così per indorare la pillola, quest’estate mi son tenuta lontano dalla mondanità estiva giovane che noi emigranti guardiamo sempre con saccente disinteresse, “ah ah poveri sfigati io son qui solo per un mese voi invece vi tocca passarci tutta la vita su questa piazza coi piccioni che vi cacano in testa. io no, io vivo all’estero, ah ah ah poveri sfigati”.
allora per non aver problemi mi son data alla mondanità estiva retrò:
ho giocato a bocce (sono una campionessa nel tiro lungo)
ho mangiato piadine erbe e salsiccia
e, in pieno trip da amante della natura, ho pure colto le more nel bosco, si.
dopo aver colto more nel bosco con le scarpette da montanara pensavo d’esser pronta a rimpatriare.
in fondo.
ma si dai.
non è poi così male.
pensa che bello fare le marmellate di more appena colte nel bosco.
si.
e poi, vuoi mettere? qui in italia per strada gli uomini ti fischiano.
bravi, fischiatemi tutta.
e meno male che torno; in grecia non ti fischia nessuno -poi le donne si fanno tutte le chiome platino, ma poverine, se nessuno le fischia cosa devon fare ?
così se torno, mi son detta, almeno mi fischiano per strada e pazienza se la new age s’è portata via la mia amica carla.
ora dice robe tipo “la natura e te siete un unico respiro, lo senti? respira. guarda, lo vuoi leggere il libro di osho?”.
preferivo quando andavamo a rubare ghiaccioli alla coop anche se non è bello perchè la coop sei tu. pazienza, mi son detta, ci son pur sempre gli uomini che fischiano.
poi però l’ultimo giorno di vacanza sono andata dal parrucchiere.
un taglio stiloso dice.
qualcosa di fashion dice.
la moda sai, qui ci vuole il prodottino giusto.
ma tu sei nuova di qua? non ti ho mai vista prima.
trovare personale fidato è impossibile al giorno d’oggi, poi oh, io non sono razzista ma l’altro giorno è venuta una ragazza che non voleva piegare gli asciugamani. oh, ma ti pare? “non sono una donna delle pulizie” ha detto, che poi io non sono razzista ma questa era rumena, senti ce la metto la cera sulle punte? come stai bene, sembri mischa barton.
è sempre così che mi son fregata: dal parrucchiere.
povera illusa, pensavo che sarebbe stato indolore vivere in un posto dove capisco tutto quel che dicono e poi, diciamo la verità, delle more non mi frega una sega.
così quando lui mi ha visto ha urlato: “aaah! ma che hai in testa?”.
“scusa la frangia” gli ho risposto “ma sono un’illusa”.