Archive for the ‘Incontri’ Category

Of DJs and Men
febbraio 27, 2010

nemmeno ci hanno portato le birre e ti ho già fatto il quadro completo della mia situazione.

ora mi guardi così, con la tua faccia da già. già, deve essere terribile non sapere se affogarsi in piscina o sanguinare fino alla noia sulla poltrona di vitello dello psicanalista junghiano.

come al solito non capisci. sì, avere una piscina in casa aiuta ma non basta. hai presente quella fatica per tutto? credi che non mi vergogni di soffrire anche solo perché il parrucchiere sbaglia il colore? devo sempre stare col culo tirato chiedendomi e questa volta chissà come uscirò di qui? guarda qua, ma lo sai che razza di colore è questo?

scuoti la testa.

è castoro, sissignore. castoro. ma non faceva che ripetermi con la sua autorità frocia tesoro è il must della stagione, molto caldo/naturale. ma non lo sai che è il colore di mischa barton? capisci? così mi ritrovo ad avere la testa del colore del mio cane -ed il mio cane, per quanto lo ami, è un brutto cane col pelo d’un ruggine spento- e a piangere per giorni. uno dei momenti più bassi della mia vita, e t’assicuro, che ce ne sono molti.

annuisci. -certo -dici -certo che pure tu. a farti i capelli come sandy marton forse te lo meriti ora quel colore.

no. non sei tu quello che non capisce, sono io. devo smetterla di uscire con un diggei.


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modi per iniziare una giornata
luglio 16, 2009

uno.
stamattina. ore otto, in banca.
“buongiorno, devo fare un bonifico”.
“mi dica quanto” fa il cassiere senza nemmeno alzare lo sguardo alla cliente -me-.
“sessanta”.
“sessantamila?”.
“mmm, mi sa che dovrebbe alzare quella testa e guardarmi prima di fare certe domande. mi sa”.

due.
ore dieci, in studio.
spiegone iniziale: il mio capo è letteralmente ossessionato dalle insegne da cavaliere; è un mese che mi fa chiamare al quirinale -si- per sapere dove diamine le vendono, queste introvabili. fine spiegone.
così stamane entra allegro: “ho trovato” mi dice.
“è una buona notizia”.
“e ho fatto l’ordine io. guardi se ho scritto bene in italiano”.
guardo: oggetto dell’ordine rosette cavalleresche.
“benissimo” rispondo.

diabolica vendetta, il mio secondo nome è satana
febbraio 17, 2009

c’è questo italiano qua,  il signor Rosario, che mi hanno rifilato spacciandomelo come importante cliente, in realtà ovviamente è un petulante scassaminchia.

appena ha saputo che gli avevano assegnato un avvocato femmina ha dichiarato: “il cervello di voi donne fa le bizze, chè vi sentite sempre sole, è colpa delle vostre sinapsi uterine”. “forse è un genio”, ho pensato sul momento.

comunque poi se n’è fatto una ragione ed ora sta sempre sempre con me, che coi greci ha un pregiudizio peggiore che con le donne e allora, lui, coi greci non ci parla e, anche se son donna, parla solo con me.  resterà fino a sabato ma io, invece di odiarlo e disprezzarlo, io non sento più quel vuoto pesante della città muta. per esempio di quando tendo l’orecchio per infilarmi nelle altrui conversazioni da autobus  e non capisco nulla che, se borbottato, il greco tende a sfuggirmi.

certo, ora sento quel pieno pesante del signor Rosario che  mi  vuole parlare  a tutte le ore: “avvocato sono già davanti al tribunale”.
“ma,  ma come? sono le sette!”.
“eh, mi volevo avvantaggiare. che faccio, la aspetto?”.
“ma, sono le sette”.
“non importa, io la aspetto uguale”.

“avvocato, devo andare in bagno”.
“guardi, in qualsiasi bar”.
“ma come glielo dico devo andare in bagno?”.
“dica tualetta”.
“come?”.
“tualetta”.
“che nome cretino”.

“avvocato, sono qui al ristorante, sa mica come faccio ad ordinare? senta le passo un secondo il cameriere ci dica perpiacere che voglio un riso bollito con un filino d’olio”.

allora poi gli ho ordinato la famigerata salsa all’aglio, la skordalià , con un accompagnamento leggero di cozze al sugo.

la morte di valentina
dicembre 11, 2008

dice -guarda questa casa che schifo- dice -oh ma io nella merda non ci vivo mica- dice -non crederà di avermi raccolta per strada?- dice -guarda: guarda questi mobili quanto son brutti, quelle vetrinette che ha voluto lasciare sua madre non me le fa mica buttare- dice infine -perchè io sono abituata al bello, io voglio solo cose belle intorno a me! io non sono presa per strada perlamadonna!- un ultimo spasmo tiroideo, l’amaro secreto che la bruttezza del mobilio non le permette di metabolizzare e poi muore. stecchita. uccisa  dalla divisione anni settanta della casa, tutta corridoio e porcellane.

sono una tipa sveglia io
novembre 27, 2008

sono un’ottima insegnante, conosco tutte le regole e le trappole della grammatica italiana oppure me le invento, fa niente; voglio dire, ieri non mi veniva in mente lavandino allora io, procedendo con astuta sineddoche, ho detto ragazzi la vaschetta lì, si dice rubinetto, cioè venitemi a dire ora che un greco che neppure si ricorda il verbo potere mi può confutare il lessico dei sanitari.

e comunque quando sono proprio messa alle strette ho da giocare la mia carta segreta: ragazzi, ve lo ripeto, in italiano l’unica regola è l’eccezione!  sono insomma una tipa sveglia.

per questo non sopporto gli stupidi. lo so, non sta bene, sono cattiva ed insensibile, loro son nati scemi che colpa ne hanno?  si, è tutto molto vero ma stavolta m’è capitato in classe il re degli scemi, cioè per capire quanto banco può essere kostas, una volta gli ho detto le vocali sono cinque: AEIOU. capito?
si

tutte le altre sono consonanti, capito? e siccome lo vedo un po’ perso gli faccio pure l’esempio: per esempio bi è consonante, ci è consonante, di è consonante, capito?
si.
  
bene.
ma, e zeta cos’è?
lo guardo basita ma anche un po’ schifata.
di’ kostas, hai pensato che le consonanti fossero solo bi ci di, confessa, è così vero?
si.

no?

continua

io lo xanax e poi obama
novembre 5, 2008

così ieri mentre in america si votava obama,  a salonicco  si era tutti infervorati per la festa militare di so il cazzo (pardon) presieduta dal brigadier general minchia (pardon) con al seguito tutta la congerie della pastetta italica che rosicchia il suo osso greco,  c’erano anche Filano e Calpurnio Tom, Dick and Harry Fulano, Zultano y Mengano aHinz und Kunz Fulano, Beltrano e Sicrano lIvanov, Petrov, Sidorov tutti commossi lì a sentire al pianobar il preziosissimo signor cantante de ‘sti gran cazzi (pardon) che in effetti si, è proprio bravo e infatti ci ha messi tutti in ginocchio con una struggente sei bellissima e poi in chiusura tu vuò fa’ l’americano. e poi c’ero io. in missione diplomatica: -lei deve andare. – ma io veramente avrei altri impegni per quella sera. -no lei deve andare, è importantissimo che lei vada, sa, le  pubbliche relazioni. – le che? – e dunque rappresenterà il nostro studio. -ah. (oh cazzo)  -e distribuirà i nostri bigliettini da visita. – oh. (no. oh. cazzo). ma, vede, io non credo che sia proprio una buona idea. voglio dire, io non sono portata per questo genere di… -la smetta. è ora che cominci ad inserisirsi.

così imbottita di psicofarmaci e vino mi son presentata con abito nero alla corte dei gran cazzi (pardon). e ho scoperto la potenza di questi mervigliosi ritrovati della chimica: immaginatevi una donna a suo agio, in fase da logorrea chimica ma piacevole ( vino e xanax, ve lo consiglio per mondanità di questo tipo) in mezzo ad una rosa di militari della nato che ridono, si. ridono. e poi ad un certo punto, attirato dalla mia nochalance sintetica, si fa strada il supermegadirettore di una supermegasocietà: ma lei parla greco? ma davvero? mi dica qualcosa in greco su avanti. non mi son mica tirata indietro: allertate le mie sinapsi dalle benzodiazepine mi son subito accorta che quel nome non m’era nuovo: dica, siete mica voi che a napoli avete fatto quel casino con la spazzatura, nè?* credo sia andata bene ieri tutto sommato. lo xanax. e poi ha vinto obama.

*appendice: nel frattempo, mentre io pensavo ai maschi lui stava intortando con la sua retorica spedita ed intelligente la componente femminile dell’ambardan. la direttrice dell’istituto dei gran cazzi (pardon) di cultura: capito? devono vola’ er passerotto, ma pure l’aquilotto, alimmortacci. anvedi. vieqquà che tte presento er cuggino de sirvacoscina. Lui: ma Silva Koscina è un mito! (grazie di esserci). 

madonna
novembre 3, 2008

la mia collega non la smette di urlare e questa non è la settimana ideale per i suoi starnazzi, ho scoperto che se non posso bere (non potevo bere) tanto vale non uscire di casa (sono rimasta a casa). abbandonata la tv italiana ho finalmente trovato il programma dei miei sogni qui in grecia: si chiama mayday e fa vedere gli ultimi istanti di vita di mortiammazzati da una sciagura aerea o navale o cosmica. ma non pensate che io sia quella messa peggio di tutti: la mia collega sta urlando perchè l’hanno immortalata sul giornale locale che ballava durante il concerto di madonna.

mi darò all’alcolismo
settembre 27, 2008

la mia vita sociale non decolla. cioè, se mi mettete a bere tsipouro per una giornata intera col mio amico Juan io sto una favola. ma ieri era diverso. era la festa dello studio legale.

elaboro una strategia di sopravvivenza: “prendiamoci una birra e filiamocela, sei d’accordo?”. “d’accordo” ed in quel mentre vengo precettata dalla mia collega per parlare dei suoi problemi di cuore.
– sta con un’altra ma io non sono per niente gelosa e sai perchè?
– no.
– perchè lei non sarà mai avvocato. mai. capito? io sono avvocato. e lei invece no. mai.

in quel momento mi giro per capire a che punto stiamo messi con la birra ed è lì che vedo il mio capo che sta chiedendo alla segretaria di slacciargli il polsino della camicia con i denti.
ed ha appena ordinato un doppio malto per tutti.

la tabella eh?
settembre 17, 2008

“loro italiano?”
“ehm, si” (ci han riconosciuti ancora. cazzo di faccia ci abbiam noi?)
“allora italiano loro prendere piatto spezial”
“spesial?” (spasial? no vabbè questa fa cagare)
“si aviamo piatti italiano spesial. loro guarda nostra tabella. decide. poi vengo”
“la tabella eh?” vuoi vedere la tabella?

Psycho Island
settembre 15, 2008

La proprietaria della camera di Ikaria si chiama Triandafilla (che significa Rosa), appena capisce che siamo italiani ci fa le feste e ci promette che passeremo una vacanza indimenticabile: “scusate scusate, non vi ho ancora portato la biancheria”
“non si preoccupi signora Rosa, quando le fa comodo. noi ora andiamo a fare un giro”
“passerete una vacanza indimenticabile”.

due ore più tardi rientriamo. è già notte.

“o cristo!”
“cosa che?”
“c’è un gatto, qualcosa impiccato appeso al centro della stanza!”
“cosa? ma no, ma è impossibile!”
“cristo c’è un gatto impiccato ti dico!”
“o porcalaputtana!” continua se hai il coraggio

sport e terapia
settembre 1, 2008

 

quando vado a nuotare scelgo accuratamente la corsia in cui infilarmi. arrivo scruto decido: dove stanno gli anziani, i vacillanti, le pelli rugose, i mutilati _i bambini no che son troppo energici, fanno casino pisciano in acqua_ ecco, è lì che vado.

me ne guardo bene dal fissarmi allo specchio ripetendo “sono forte sono una bella persona io mi amo molto”, no. il metodo paolo crepet non funziona con me: sono troppo ipocrita per cedere alle mie menzogne. l’unica maniera per mantenere accettabile il livello di autostima è nuotare insieme a degli sfigati, esistere in una corsia di derelitti in cui sono  la migliore, la più scattante, la più veloce, una gazzella immersa nel cloro.

continua

il sorriso di berlusconi
giugno 22, 2008

venerdì mattina mi trovavo a far colazione con la mia collega. una di quelle conversazioni strozzate dove si fanno un sacco di smorfie per riempire una conversazione che langue: “io il caffè lo prendo amaro” “davvero? (smorfia)” “eh si (smorfia)”. dice: ma perchè ci sei uscita se non la sopporti?

prima di incazzarti per la mia dabbenaggine considera il caso umano, ero lì che volevo colmare la nostra distanza in fatto di internet, stavo aprendo a cazzo tutto quello che mi capitava a tiro, un blizz un fuzz un facebook e arriva la collega insignificante: “ti va un caffè?”.

continua

Meglio soffrire in silenzio
giugno 3, 2008

In studio da una settimana c’è una nuova ragazza addetta al lavaggio dei bicchieri ed al buttaggio della spazzatura.

All’inizio, devo ammetterlo, le ho remato contro e ho fatto di tutto per sabotarla: il suo metodo di lavoro mi faceva venire l’ansia. Infatti, non lasciava accumulare il tazzame o il pattume, no. Lei ti fissava finchè non avevi finito, chessò, il pacchetto di tuc o il tuo succo d’ananas e, mentre ancora stavi ingollando l’ultimo boccone, ti si precipitava addosso per raccogliere i resti e fare il suo dovere.

Così all’inizio ho tentato di farle capire con le cattive che disapprovavo tutta questa solerzia battendola sul tempo. Venerdì, per esempio, appena finito di rosicchiare la pesca noce, non le ho lasciato neanche il tempo d’alzarsi dalla sedia che già avevo fatto canestro col nocciolo nel cestino. Poi ci siamo lanciate uno sguardo pieno d’odio.

continua

Edizioni Gallivantis presenta: Il manuale del semplice approccio
aprile 11, 2008

Con le donne sei sfigato, sei una merda con gli approcci, non capisci le regole fondamentali, per far colpo credi ancora che basti citare Narciso e Boccadoro e mettere occhiali da sole a specchio. Le donne ti odiano.

Compra oggi stesso il manuale del semplice approccio. Identifica il tipo di uomo che sei e segui le indicazioni. Troverai la tua anima gemella. Infallibile.

se sei interessato continua

D’un tratto
aprile 7, 2008

Prologo. Io, non so gli altri, io spesso ho avuto storie con uomini mostri che a tratti mi repellevano. Che di fondo mi repellevano e che poi_ sara’ stata la magra del periodo o la mia serpeggiante latente edipica psicosi_chissa’_ d’un tratto e all’improvviso trovavo interessanti: vi scorgevo un bagliore irresistibile e con schizofrenico affanno li conducevo di corsa nella bifasica alcova. Presto corriamo a fare l’amore_ ora_ subito_ adesso che ho scorto quel luccichio_ presto prima che sia tardi.  

Episodio. Trovavo l’argentino sfigato massiccio sgraziato e gratuitamente smanicato. Canottierato ma melenso_una cosa orribile_ eppure successe anche con lui.

Come al solito la molla che mi fece scattare in modalita’ “facciamo del sesso” fu una vera cagata.

continua