oggi che stavo andando a comprare le olive
novembre 5, 2010

oggi niente passeggi della memoria perchè oggi è il secondo giorno e la nostalgia s’è un po’ rappresa, inoltre ieri sera ho bevuto come una spugna, non ce la posso fare.
così piglio il taxi, il tassista non ha idea di dove sia il posto in cui devo andare -OH ma glielo spiego io- gli faccio con un sorriso felice da ubriaca, cioè IO che conosco meglio di TE, di te che sei tassista, questa città, questa città che è ancora mia eccetera (le tappano la bocca, la portano via).
insomma, mentre andiamo il tassista riceve una telefonata da iannis (non sappiamo chi sia iannis in questa storia) e gli spiega che l’auto stamattina perdeva benzina, che qualcosa non va.
-meglio se controlli, c’è puzza di benzina.
il tassista se ne frega, fa spallucce.
-iannis ti agiti troppo, io non sento niente.
poi si gira verso di me -ma lei sente puzza di bruciato?- a quel punto sempre felice e probabilmente ancora ubriaca, faccio spallucce anch’io a iannis.
-non mi pare, no.
-e di benzina?
-forse- ci penso ma poco, come detto  non sono troppo lucida- ma forse vien da fuori.
-guarda iannis che ti sbagli, qui nessuno sente niente ti dico- e riattacca.
ci scambiamo uno sguardo veloce, come a dire ma figurati.
-che poi io sto pure fumando se c’era da saltare in aria eravamo saltati- mi fa lui.
-ma infatti, non fa una piega -sorrido- qui, mi lasci qui.
poi scendendo la vedo: c’è tutta una pozza di benzina  intorno all’auto, il tassista getta la sigaretta  per terra, io chiudo gli occhi e stringo i pugni. non vorrei morire proprio oggi, saltare in aria senza eroismi, oggi che stavo andando a comprare le olive e così metto via il sorriso. ma la perdita della felicità serve a chiaririci le idee. le olive, che me ne faccio? le olive non sono importanti. e allora poi sono andata a bere sul lungomare che, in caso, a morire ubriaca davanti all’egeo ed in maniche corte mi sembrava una cosa bella.