samos, l’isola per gente cazzuta
luglio 12, 2010

dice, ma sei in vacanza e sul piccì stai? ma non ci hai niente da fare, sfigata?
no, dico, ci ho un rene che tra un po’ scoppia e il medico dell’ospedale (ahahah! ospedale) nell’ordine mi ha consigliato, gentilissimo eh, a) una fiala di voltaren, b) un’iniezione di un’altra roba greca che in due non siam riusciti a tradurre e, quando gli ho chiesto se era possibile oltre ai sintomi magari-eventualmente-in caso intervenire direttamente anche sulla causa c) di bere tanta acqua perchè loro il laboratorio analisi non ce l’hanno qui a samos.
-fa prima a tornare a salonicco, signorina. dica, ce lo faccio il superpunturone?
allora poi siamo andati dalla signorina delle navi per cambiare il biglietto e tornare ieri MA -spiacenti- ci fa, anche lei gentilissima -non ci sono navi in partenza fino a dopodomani. lei -mi ha sorriso scuotendo la testa- forse si pensava di venire qui a fare la pensionata, credeva che se ci aveva un problema di salute era tutto facile,  che  poteva risolvere in fretta vero? e invece NO, qui a samos siamo gente cazzuta e non ci ammaliamo MAI.
quindi son due giorni che mi faccio un po’ (non troppo che poi svengo) di bordo piscina, oggi abbiamo anche giocato a tresette ma poi mi sono stancata chè son debole e, niente. ora son qui stesa sul letto al mio quinto litro d’acqua, ho anche chiuso la finestra che fa un po’ freddino.

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Gotta be strong
ottobre 22, 2009

oh my

L’altro giorno mi faceva male l’alluce. “Cosa può essere?” chiedo. “E’ la gotta” mi fa lui, “la riconosco, mio padre ce l’ha”. Ora.  L’esser malaticcia il più delle volte mi eleva ad esistenza pallida e sofferente, le persone cagionevoli di salute attirano compatimento e sono tanto sensibili per cui va bene.
Non si può ignorare però l’efficacia suggestiva di un nome.
Se dico che ho mal di testa penseranno poverina quanto pensa, cervellotica.
Già col mal di pancia ho più di pudore, dove è la zenzibilità in un intestino bloccato?
Ma la gotta.
(Anche se non so cos’è la gotta).
La gotta no.
Perdio.
Persino il mio amico Juan il fricchettone  -per lui tutti gli esseri umani hanno pari dignità, figuriamoci le malattie-  si è messo a ridere quando gli ho detto che  forse ho la gotta.
AhAhAhAh, non la smetteva più, AhAhAh ma la gotta è roba da vecchi, io facevo un sorriso tirato, AhAhAh, ma intanto mi era salito lo sconforto. Perchè, ditemelo voi, quale fascinazione resta ad una donna con LA GOTTA EH?
Sì sì sì lo so, tutto questo ha a che fare con la mia insicurezza bla, dovrei fregarmene bla, rielaborare i traumi infantili bla.
No. Io alla rielaborazione preferisco la rimozione, così ieri mi son vista Battlestar Galactica The Plan che ormai sono ad un punto di assuefazione tale alla serie che non capisco più se mi piace oppure no, cioè succedono cose che un po’ dici ma che minchia fanno?
Ma a quel punto basta invocare la cosa della sospensione della realtà, “Ah beh allora non parlo più” mi dico e poi io sospesa dalla realtà ci vivo: nella mia vita ho studiato solo codici e sentenze e son scappata in Grecia ad insegnare grammatica in greco, per forza che poi mi bevo ogni cagata.
E comunque, quando mi sento triste per via della gotta, il mio lavoro mi aiuta; penso allo sguardo vitreo di Aris ieri sera: “Aris, allora come-ti-chiami? Rispondi dai”.
Aris barcolla suda, allunga l’occhio al quaderno del suo compagno di banco.
“Aris” lo incoraggio ” dai, io-mi-chi… rispondi, io mi-chia… io mi chiamo…”.
“Sa…Salonic?” fa con labbro tremulo.
La gotta forse è niente.