invece è già natale
dicembre 9, 2010

C’è il rumore della città, quel crepitio balcanico che t’abbraccia, ci sono i gatti nel giardino, c’è che siamo a est e tu dell’est prima non sapevi niente.
C’è l’orafo che ci ha fatto l’anello -Ma è d’argento- dicevano -è da poveri, se ti sposi ci vuole l’oro- e questo signore qua oggi, ero andata a comprare il regalo per mia nipote -sono zia- mi ha riconosciuto -Ah, ma lei è l’italiana!  come va, le manca qui?
C’è il bar Modigliani con le croste alle pareti ma la rakì è buona;  c’è il rumore del cancello  quando arriva gente; due anni fa esatti un poliziotto sparava in testa ad un quindicenne tanto per, così oggi la città è piena di volanti e molotov.
-Ma tanto- mi fa una signora -vedi che non succede niente chè ormai ci hanno dato cinque ergastoli a quello- e poi c’è il festival del cinema dove sono tutti volontari, nessuno è pagato.
-Fino all’anno scorso- mi fa Iannis- lo stato greco aveva messo in mano l’organizzazione ad un ente statale  ma siccome -dicono- c’è la crisi, s’è deciso di non pagare questi parastatali  qua –eh ragassi, sapete com’è butta  male, dobbiamo tutti fare dei sacrifici– e ha commissionato tutto ad un’azienda privata  che piglia su tutti studenti felicissimi di lavorare gratis per la cultura.
Ci i sono le rivolte in strada e se provi ad entrare in sala -non gliene frega niente a nessuno che sei italiana e sei venuta da lontano per vedere i documentari sui poveri dell’america latina- ti fanno BUUUU!, allora io mi vergogno e me ne vado;  c’è la piazza con la nave dodicimetri tutta illuminata di lucine, c’è il letto che abbiamo lasciato qui  con addosso ancora il nostro odore, le nostre forme, e poi c’è il gatto che mi si struscia e dice mamma anche se, vabbè, ieri abbiamo sbagliato bestia, lo abbiamo preso -era uguale uguale, stesso colore stessa faccia da stronzo- e quello invece di fare  PURR PURR ci ha artigliato tutti.
Ci sono le cose mie, un po’ qui un po’ là, c’è che sto nel mezzo, di passaggio, tesa divaricata tra due istanti, c’è che pensavo di farcela prima e invece è già natale.

La verità oggi
dicembre 6, 2009

La verità.
La verità è che oggi alle due c’era da andare alla manifestazione per Alexis ed io sono rimasta a casa. Ieri sera già gli anarchici avevano occupato un cinema ed una scuola di polizia ed il centro era bloccato. Mi son cagata sotto. Poi ti viene la fobia del lacrimogeno, cola il mascara tu diventi una maschera di cera e la gola ti prude tutta.
La verità.
La verità è che vengo da tre giorni di cene luculliane a base di aglio, greci maledetti maledetti greci, ci avrete pure una funzionalità epatica della madonna ma dio mio, è dura. Non ce la potevo fare. Alle due ero sul divano che ruttavo.
La verità.
La verità è che ho mandato il marito alla guerriglia, gli uomini sanno come cavarsela e non fanno uso di mascara il più delle volte. La verità è che stasera gli spagnoli vogliono che gli cucini la pizza e siccome una volta tanto si poteva mangiare qualcosa senza aglio, allora ho mandato gli altri alla guerriglia ed ho cucinato. La verità è che la fotina non è farina del mio sacco, tanto lo sapevate tutti che sono una fichetta, allora mettiamola in cucina questa, la commemorazione è per gli uomini veri. Che poi alla fine sembrava più la commemorazione della guerriglia dell’anno scorso più che della morte di Alexandros, ma forse è lo stesso, la rabbia i greci, son mica come noi italiani, la rabbia loro, ce l’hanno dentro e fuori ed è cosa che vista da un’italiana, seppur fichetta e col mascara, a volte pensi magari noi. Non so. Che ne so io, oggi sono solo una che cucina.