Archive for the ‘Arte’ Category

I love a cabaret
marzo 20, 2009

la primavera che dovrebbe tornare, che non torna. (eppure questa è la grecia maledizione).
ma il cabaret invece si.

(colonna sonora)
Life is a cabaret
Only a cabaret
Come to the cabaret
eccetera eccetera

calcidica vs alitalia
giugno 25, 2008

questa è la calcidica

ci sarebbe da vedere Buchettino il 19 e 20 luglio ma la mia compagnia di bandiera crede che siamo tutti fessi. così resto in Calcidica a fare i bagni.

Loredana
gennaio 14, 2008

“Loredana”, diceva. “Amore, lo vedi com’è bello questo sofà? Il colore dice con tutto”. Fosse oggi, gli avrei lanciato uno sguardo socchiuso e l’avrei incenerito: “il tuo divano mi fa pena, questo negozio è pieno di etnofighetterie, razza di neoproletario del cazzo!”. Avrei fatto un figurone e la commessa finto Chanel si sarebbe schierata dalla sua parte. Vacca. Ma quel giorno ero distratta, avevo capelli arruffati e ancora non facevo queste robe da megera. Quindi guardai con l’invidia delle donne in picco ormonale la french manicure della signorina finto Chanel -per me è uguale- e ci portammo a casa il divano di bambù.

Senti, Tommaso, perchè mi hai fatta così piccola e smidollata? Loredana, tu devi capire: la città dove vivi ha un alto tasso di umidità, in più hai voluto arredare la tua casa con termosifoni a forma di lettere dell’alfabeto, fai tu quanto potevi essere insignificante. Per questo motivo poi, ti ho scelto un fidanzato permaloso ed insicuro che s’arrabbia quando dici che di lavoro fa il cuoco. “Maporcadiquellavacca Loredana! Uno studia e sbocca sangue, si sbatte giornenotte e almeno, cazzo, chiamami chef!”. E se ne va sbattendo la porta. Mi pareva adeguato.

continua

El orfanato
novembre 21, 2007

 

Il festival del cinema e’ importante. Bisogna andare al festival del cinema. Non vorrai mica restare in casa a guardare la sesta serie di ventiquattro mentre la citta’ e’ tutta un rigurgito di iniziative, sensibilita’ artistica, cappottini neri e fumo di sigaretta? 

No, certo che no, guarda bene che, nonostante la mia mise banale suggerisca una vita fatta solo di miserabile televisione, io sono una con una certa cultura. Per esempio a sedici anni avevo gia’ visto Tarkovskij. No, dico, Tarkovskij. Forse dovrei farmi un altro piercing e smetterla con i maglioncini di lana pettinata.

Oh, io mi son cagata sotto, no? Bah. Bah. Maledetto frequentatore di festival io ti odio. Si, ti odio perche’, vedi, il critico pure mi sta sulle palle ma quello fa il suo mestiere; per cui, alla fine, quando se ne esce con le sue trovate intelligentissime da stampare e con lo sguardo lucido e appesantito da citazioni raffinate, io me ne fotto. Ma tu, invece, tu sei spettatore uguale uguale a me, solo che io ci ho il pullover della Benetton e tu invece l’abito trasandato da festival internazionale. Embe’?

Arrivi con le tue gonne lunghe, gli anelli pesanti e le sciarpe leggere, con quell’espressione guarda non credere che io stia incoraggiando la moda,  e’ che se proprio devo e poi, da vero duro, non fiati. Non fai una piega. Oh, ma e’ un film dell’orrore, ci sono i fantasmi e, quel che e’ peggio, i fantasmi son tutti bambini e hanno la vocina tremula da oltretomba. Ma tu, frequentatore di festival, guardi con disprezzo la gente come me,  io appallottolata dalla paura e tu steso ed eretto con le sporgenze delle vertebre in bella vista, con la tua magrezza come trofeo del tuo esistenzialismo. Alla fine ti pronunci. Interessante, si interessante, ma senza troppo entusiasmo che e’ da bifolchi e senza paura che e’ da ignoranti, maledetto. Ed io, io cosa ne penso? Io, guarda, mi son cagata sotto. Mi son cagata sotto. Bah. Bah. E poi le nostre strade si dividono. Tu alla tavola rotonda e fumosa del dopofestival, io a casa a vedermi ventiquattro.

Venerdì notte
settembre 22, 2007

Ieri mi hanno rapita. Mi hanno portato a New York nella sede della multinazionale Philip Morris. C’erano delle signorine molto gentili che ti regalavano le nuove Marlboro gusto pizza. No grazie, ho smesso. Adesso mi faccio di atarax. E tuttavia ancora ho a cuore le ragioni dei fumatori, proporrei dunque anche una Marlboro gusto caffè. Sapete com’è, la mattina uno va di fretta, alle volte magari deve scegliere, o si lava le ascelle o si fa un caffè e dunque sarebbe carino da parte vostra se fabbricaste anche una sigaretta al caffè. Ciò gioverebbe anche a tutti quelli che devono prendere un autobus per andare al lavoro e che rischiano di trovarsi in mezzo a dei caffeinomani poco lavati. Poi il capo mi ha fatto i complimenti per le mie idee innovative e mi ha proposto di restare a lavorare in America. Solo se assume anche il mio fidanzato che non possiamo star lontani. Ma alla Philip Morris vogliono solo donne. Allora la ringrazio ma no, mi liberi e mi lasci tornare a casa. Così poi mi hanno lasciato andare. Il capo ha detto che mi proporrà per il premio nobel anche se, dice lui, è un peccato che abbia smesso di fumare.