Archive for the ‘medicina alternativa’ Category

Atene alcolica-mini guida per ganzi
ottobre 29, 2009

Ieri i greci festeggiavano il giorno del no di quando cioè Mussolini  si provò di fare il ganzo coi greci: “Forza mangiafeta, fateci passare che dobbiam far la guerra noi!” ma i greci alzarono il dito medio: “Fottettevi fasci”.
“Ah sì?” fece allora Mussolini mettendo su un collo a tacchino ” e noi vi spezziamo le reni!”. Poi si sa come finiron le cose e insomma fine spieghino.

Dunque ieri era una festa non proprio contro gli italiani ma insomma, contro quelli fascisti un po’ sì. Così mentre noi italiani comunisti, che invece potevamo circolare, facevamo i turisti ad Atene ed i greci ficcavano la bandiera nel portabandiera (qui tutti i balconi ce l’hanno di serie) alcuni anarchici entravano nella stazione di Polizia  col kalashnikov.

Ma insomma. Entriamo ora nel vivo di questo post. Alcolismo ad Atene. I posti che dirò son ganzi assai che conosci solo se stai con  un ateniese ganzo  anch’esso altrimenti finisci a moijto&Shakira no grazie.

se sei ganzo continua per la mini guida

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una prece
luglio 24, 2008

Dottore: “δεν θα είναι τιποτε το περίεργο”.
Lui:”dice che non ci sarebbe nulla di strano”.
Dottore: “αν θα είσουνα εξηντα χρονων”.
Lui:”se avessi sessantanni”.
Io:”ah”. 
Dottore:”γι’αυτό τωρα θα σου γραψω αλλες εξέτασεις, για να ειμαστε σιγουροι οτι”.
Lui: “per cui ora ti prescrive altri esami, per stare certi che”.
Io: “che?”.
Lui:”non essere paranoica. saranno normali esami di routine”.
Io: “routine un cazzo. te l’ha detto lui o te lo sei inventato da solo? No, per piacere non starmi a dire le cose tu, solo perchè una volta hai tolto due ossetti del cazzo con l’allegro chirurgo. eccheccazzo. traducimi. e basta. voglio sapere cosa potrebbe essere. avanti dai chiedi un po’ questa cosa qui, chiedi”.
continua

Il nostro sogno freak dovrà aspettare ancora un po’
giugno 26, 2008

Ti sei acciambellato sulle mie gambe ed abbiamo sentito le mie ossa scricchiolare, qualcosa crepitava ma forse era il fuoco ed andava tutto bene. Per cui, mentre stavamo arrostendo carne in riva al mare, abbiamo deciso che avremmo comprato un terreno fuori Salonicco, lontano dallo smog  e dallo stress, un posto pieno di vermi e con l’innaffiatore automatico. Io mi sono sentita Rossella O’Hara e t’ho baciato come se non ci fosse domani. “Costruiremo una casa” “Una casa, si” “Una casa di legno che è pure ecologica“. Alla fine abbiamo deciso che una comune sarebbe stato l’ideale, una comune con case di legno coi nostri amici freakkettoni, i nostri figli avrebbero parlato sei sette lingue ed avrebbero corso a piedi scalzi. Dopo un po’ abbiamo capito che era la mia schiena che crepitava. Allora poi s’è deciso che, prima di mettere in piedi tutta la storia del terreno e della casa di legno, sarei andata da un chiropratico a farmi vedere che, pare, abbia un paio di vertebre attaccate ma non è sicuro perchè la traduzione che m’hai fatto, non t’offendere,  faceva un po’ acqua, tipo sul punto in cui affermi che avrei troppo sale nelle vertebre per colpa dei piccoli animali che mangio e che tutto ciò mi porterà dei problemi alle mani, anzi, si meraviglia il chiropratico che sino ad ora non mi sia accaduto nulla di male alle tette. “Ma sei sicuro?”Certo che sono sicuro“. Avrei preferito che ti fossi sbagliato con la traduzione chè a quel punto, altrimenti, significava solo che stavo mettendo la mia testa nelle mani di uno squilibrato.  Così, dopo avermi unto, mi ha preso il collo e l’ha girato come nel film L’esorcista. crack. “Ahi“. Del resto non mi aspettavo nulla di meno traumatico; l’ho capito quando entrando,  al posto di un qualsiasi diploma patente o calendario, ho visto campeggiare affisso un crocifisso ad intermittenza.

Etcetera etcetera
febbraio 4, 2008

avatar27379_1.jpg dodici e’ poco, dodici e’ niente, con dodici io resto sveglia a fissare il soffitto mentre lui dorme. se lui dorme ed io no la mia vita e’ un disastro quindi poi la mattina son nervosa si litiga per un nonnulla etcetera etcetera. etcetera etcetera

Come ti curo il mal di pancia
luglio 3, 2007

Conosco questa ragazza a casa di amici di amici.

Manco abbiamo capito se poi ci andrà di andarcene via insieme che già mi ha messo all’angolo per parlarmi della sua vita. Che studia lettere ma la sua passione è la botanica sai mica se esistono università di botanica? Che dopo la sua ultima storia con un rappresentante di materiale elettrico è diventata allergica al rame ed io nemmeno posso immaginarmi in quanti posti si trova il rame. Nelle cappe da cucina per esempio e lei adesso le tocca litigare con le sue coinquiline per abolire il tiraggio meccanico dell’aria ma adesso s’è stufata e si va a cercare una stanza singola, so mica se qualcuno ha un posto libero? Che a sei anni la madre non la faceva andare in giro con le scarpe per farle respirare i piedi e lei è per questo che si ritrova dei calli duri su entrambi gli alluci, vuoi vedere? E si sfila il sandalino rosso. Effettivamente i calli ci sono. Vorrà semplificare le cose con una spiegazione anticipata se mai la posizione orizzontale che sto valutando se assumere insieme a lei possa favorire uno struscio di piedi.

Ti va di andare a vedere Cassiopea? La costellazione. Che lei sa bene come ritrovarla nella mappa astrale e che ha la forma di doppiavu. Non è tanto la storia delle stelle a convincermi è che ormai sono troppo spossato per esercitare il mio libero arbitrio e la seguo.

Dopo un mese sono ancora lì che mi faccio trascinare dal peso della sua spirale verbosa ma la situazione è diventata insostenibile. Nonostante faccia di tutto per rimanerle irrilevante, la ragazza con l’alluce d’alluminio non mi molla.

Quanto alle mie capacità decisionali, non sono mai stato una gazzella, io maturo pondero decido e, se nel frattempo la vita non ha scelto per me, solo allora mi dò da fare.  Superate le fasi A (maturazione)  e B (ponderazione) mi sento pronto ad intervenire.

Ma cosa ci trovi di speciale in me? Siamo così diversi. Appunto, tu così logico distaccato io così emotiva, tu silenzioso, io estroversa. Capisco. La ragazza ha bisogno di tutta la mia razionalità.  

L’occasione mi si presenta dopo qualche giorno, siamo lì che facciamo l’amore,  guarda stai attento per piacere a non schiacciarmi sul bronco che è dolorante e non farmi sudare troppo che sennò poi mi si irrita la gola allora fammi mettere sopra che non sto a contatto con il sudore e ricordami appena finisco di fare i miei esercizi di reiki per riequilibrarmi i chakra che altrimenti mi viene il fungo genitale, vuoi forse che mi torni il fungo? No senti, lasciamo perdere per oggi che mi è pure venuto il mal di pancia. E’ che il mio apparato parasimpatico ha bisogno di emanazioni viola e se ne va.

Lascia che faccia io piccolina e le impongo le mie mani da carpentiere sulla pancia le senti le vibrazioni che si incanalano nel tuo sistema circolatorio? La senti l’energia dei nostri spiriti che si unisce in un sacro connubio?

Il giorno seguente lei sente che la  magia tra noi e’ finita,  forse ci siamo sbagliati, comunque spera che la vita mi sorrida sempre e mi informa che da ora in poi saremo il riflesso di una luce lontana come le stelle di Cassiopea.

Privo del mio fascino austero, vado in balcone,  mi apro una birra e, sotto il bagliore della doppivu galattica, sento che la vita mi sorride.

La cura per il mal di pancia ed i suoi effetti collaterali
luglio 2, 2007

Guarda non pensare che. Non rompermi le balle con le tue spiegazioni new age che ci ho la testa intossicata e che sto somatizzando un disagio inconfessato. Io mi ammalo perche’ si. Resto imbalsamata nella mia sostanza molle. Ti prego non spaventarti. Non annoiarti con me che sono cosi’ prosaica.

Metti via quel Castaneda, Castaneda ti fa del male non te ne accorgi?

Mi imponi la mano sulla pancia e dici lo senti questo? E’ che ti sto succhiando via tutti i morti che hai dentro. Gorg gorg. Ma sono le linguine allo scoglio. Adesso nella stanza ci sono gli spiriti sfrattati dal mio retto e sono tutti incazzati con te, cosi’ ti tocca fare l’esercizio della vita eterna e visualizzi un cono di luce che gli fara’ da ponte per andare in pace.

Io ho paura, io voglio un imperituro riparo che mi protegga da tutta questa gente strana. Bisogna stare attenti, puo’ essere un amore cosi’ astuto da manometterne le trappole? La tagliola dello stupore come al solito mi coglie impreparata.

Perche’ per un po’ va bene, tu scavalchi disinvolto tutte le mie estenuanti argometazioni per separarsi ed io, che sono una persona ingenua, mi faccio raggirare da questo nuovo orizzonte di pace che vai vagheggiando.

Cosi’ adesso bisogna aspettare che finisca il macabro transito degli eterei senzatetto prima di riparlare della nostra dinamica di coppia e di un’eventuale rottura tra noi che nulla, nulla e per niente al mondo percarita’, deve turbarne il salto nell’ade.