cosa sono i mondiali

giugno 12, 2010 - 6 Risposte

-la conosci la regola del fuorigioco te?
-eh? no.
(se ne va scuotendo la testa).

Annunci

come se te l’avesse ordinato il dottore

giugno 10, 2010 - 5 Risposte


dillo, su avanti: sei simpatica non si discute, è solo che a volte che palle il dialogo, e allora vince la pigrizia.
sacrosanto.
ma ormai la tua collezione di cavalli di battaglia è diventato un archivio di seconda scelta, dillo su, ammettilo: fai sbadigliare il tuo fidanzato.
perchè per intrattenere i fidanzati non puoi mica pescare dalla tua aneddotica preconfezionata, no: l’intimità esige freschezza.
ma che ci vogliamo fare, gli effetti collaterali delle relazioni durature, sai.
-sei monomaniacale, parli sempre di <inserire un cavallo di battaglia a tua scelta> – fa lui magari dopo l’ennesima sessione bulimica sull’internet.
allora tu ecco cosa devi fare: rimuovi la mortificazione, fregatene della ferita narcisistica -detto tra noi ci ha pure ragione, quante volte sono che racconti di quella volta che <inserire un cavallo di battaglia a tua scelta> eh? francamente due palle- e con subdolo transfert rispondi che avete un problema che lui sembra distratto lontano ma mi ami ancora?
capito che devi fare? bisturizza la coppia, almeno ora siete emorragici entrambi.
e ricorda: non abituarlo mai ad alti standard di conversazione che, se non la pigrizia, l’imbarazzo di una vita senza accadimenti, è sempre la minaccia dietro l’angolo della passione.

stoicazzi

maggio 28, 2010 - 3 Risposte

la pazienza dice.
ho aspettato sei stagioni perchè quelli di lost mi spiegassero il fottìo di cose che poi, vabbè, dice alla fine non è quello che conta.
ho lavorato per vari uomini pazzi -quello che “invece del termosifone per risparmiare accendete le luci, scaldano uguale”, quello che “nel cestino ci butti solo spazzatura di colore bianco”, quello che “io mi fumo i pesci fritti se mi gira”- ed io invece di ruttargli in faccia ho fatto le cose per bene, sono stata progettuale (come direbbe un serio professionista della psicanalisi).
quando il greco per me era pressochè una conversazione tra due scimmie, mi sono fatta dare da un controllore dell’autobus della sospetta alcolizzata senza poter reagire -un discreto ed incisivo vaffanculo richiede almeno il livello C2-, una settimana dopo mi arrestavano al supermercato perchè come minchia si diceva “non ho rubato niente giuro, è che quei figlidiputtana della feltrinelli mi hanno lasciato l’adesivo antitaccheggio appiccicato sul vocabolario italiano-greco” eh?
ma io, zen, calma, ho atteso ed oggi ti tiro dei vaffanculo in greco che la gente la faccio piangere.
ma poi oggi.
dice -visto che tanto tra due mesi se ne va, farà niente se diamo la sua scrivania alla ragazza dei caffè che almeno si ambienta.
-eh- obietto io -ma nel mio computer c’è installata la tastiera italiana e poi ci sono tutte le mie cose.
-signorina perfavore, non ci faccia ostruzionismo che già c’è la crisi, ci si vuole mettere anche lei? vada, vada nella sua nuova scrivania vede che bella che è?
-eh. ma  non c’è internet.
-pazienza lo metteremo.
-quando?
-eh quando quando, presto. porti pazienza.
così ora siamo qui da soli, io e il mio nuovo computer sovietico senza internet nè usb ma con in compenso la tastiera solo in greco e no, non puoi scriverci sopra con l’uniposca le lettere in italiano.
che ne sapevo io della pazienza prima che mi dessero un computer senza internet.

paura eh?

maggio 18, 2010 - 23 Risposte

noi siamo una famiglia. ti amiamo. mangia, perchè non mangi? sei troppo magra. è per il tuo bene. hai messo su qualche chilo, non è detto che io ti ami per sempre, se ingrassi divorziamo. fallo per la nostra famiglia. ora non sei più sola. non sarai mai più sola. per il pupo avevamo pensato a questo lettino in ferro battuto, era della nonna. benvenuta in famiglia. guarda il fregio della testata che bello. non è un amore? e, mentre immagini tuo figlio trasformarsi di notte in zombie e allungare la manina grassa attraverso quelle sbarre, dici sì perchè siamo una famiglia e chini la testa perchè che vorresti fare, protestare? no, la famiglia tu l’hai voluta allargare e allora pensa a tutte le nuove ricorrenze onomastici occasioni battesimi da festeggiare, anche se alcuni parenti sono fan di borghezio su facebook e quelli non ce li vorresti  proprio ma non si può mica non invitarli,  siamo una famiglia e contiamo su di te. non lo vedi come facciamo tutti a gara a chiamarti  se litighiamo- cose da nulla però, siamo una famiglia, ci amiamo. la famiglia a volte era meglio nascere orfani ma tu non sei mai scappata abbastanza lontano.

come mi capisci tu

maggio 13, 2010 - 4 Risposte


disclaimer: tratto da una storia vera. la crisi di mezz’età come generatore automatico di rincoglioniti.

sai, secondo lei tu non hai carattere. no, non fare quella faccia, che ci posso fare: l’ha detto lei, mica io. non è una stronza, dice quello che pensa e che ti faccia influenzare da tutta questa storia di me e lei , bè, non si può negare. guarda ora come sei tutta nervosa. siamo amici, questo lo sapevi io te l’avevo detto. nemmeno mi piace guarda. non è il mio tipo, tu invece. il fatto è che intellettualmente ci troviamo, capisci? parliamo di tutto -chessò- fotografia filosofia politica,  il tempo passa e non te ne accorgi. con te è un’altra cosa, più intenso capisci? ma in un modo diverso. è che questo sentimento mi spaventa. mi confonde. questa cosa a cui non voglio -non so- ancora dare un nome. tu sei più bella. non te li darei mica trentacinque anni, guarda, nemmeno un filo di cellulite. lei è solo un’amica, non puoi chiedermi di rinunciare ad un’amica, giusto? sì, che c’entra a letto mi sarà capitato di finirci ma poi  mi sento a disagio a tenerle la mano in pubblico, questo per te non conta niente? non fare il broncio su, sai, dovresti imparare ad essere meno musona  a farti scorrere le cose addosso. che brutto carattere che hai.  sai,  tanto quando invecchieremo saremo tutti brutti. sarò brutto io sarai brutta tu, ci appiattiremo tutti sul livello estetico che lei ha già. a volte mi domando perchè tanta fatica; cercare una donna carina e senza troppa cellulite -no, non tu amore, tu non ne hai affatto era un ragionamento così, in astratto- quando si tratta di un investimento a breve termine. tanto vale avere accanto qualcuno di cui ami la testa,  il culo tanto quello che ti piaccia o no, prima o poi ti farà ribrezzo. capisci? dio. com’è difficile. senti, ho bisogno di tempo. devo riflettere.  ti chiamo io se per te va bene. come mi capisci tu.

l’ipnozi ti è amica (forse)

maggio 12, 2010 - 4 Risposte

Guarda la mela

su su avanti guardala bene – ancora qualche minuto

ed ora, dimmi:

CE LO PORTIAMO IL DIVANO NELLA NUOVA CASA DA POVERI, SI?

noi conti mascetti

maggio 11, 2010 - 7 Risposte

stavolta è un divano. tra due mesi saremo entrambi disoccupati e volevamo un’abitazione che facesse pandant  col nuovo status. e siccome io sono una persona seria, per calarmi nella parte ho persino detto sì al cesso selvatico.
dice, scordatelo di portare il divano nella nuova casa da poveri.
-ma come? domando io -ma se mi voglio rilassare?
-ti rilassi sulla sedia.
-tu sei pazzo.
e va bene fare il teatrino del povero che sì, ma intanto ce ne stiamo due mesi in vacanza invece di -chessò- cercare un lavoro, ma non parliamo di cose banali come uno stipendio percaritè. però ora mi pare tu sia entrato troppo nel ruolo perdio. hai persino detto futon pensando di gabbarmi.
-che ci serve? stendiamo un materasso per terra ehm futon e via.
-come e via? e se mi voglio rilassare? dove mi rilasso eh?
-eh. ti rilassi nella sedia.
-ma. è. di. legno.
e qui signori è partita una manfrina bizzoca che nemmeno brunetta guarda -nemmeno lui- avrebbe osato tanto.
-eccerto la signorina comodoni. evvabene sivedechepagheremo quei quattrocentoeuri in più ecceterea eccetera.
-senza contare che -l’ho interrotto- non ci sarà la connessione internet.
-ah, no-  mi fa  il conte mascetti -io ciò l’iPhone con trecento mega di traffico incluso.
-ah.

torniamo a casa e ci mettiamo a recitare alcuni passi di schopenhauer

maggio 6, 2010 - 4 Risposte

-vabbè- dice la mia amica di vecchia data- sbaglia gli accenti in latino e a volte gli pare di essere figo e allora dice leggenda invece di legenda e non è che puoi dire “oh è romano, è perchè il dialetto” no no, ci ha quell’accento lombardo da imprenditore leghista che proprio lo capisci che sbaglia e, niente. per non parlare di quando ti spara claimax col suo accento da vacanza studio ad oxford.
– già, capisco. imperdonabile.
– sarà il complesso da proletario che ci ha. sai, a volte lo ammiro. frequentare la medioborghesia con nonchalance, senza disagio.
– a parte il complesso di inferiorità, s’intende.
-resta comunque una testa di minchia. ieri m’ha detto che la sua amica pensa che io sia senza personalità.
-la sua amica.
-non è che sono gelosa, figurati, per me la la libertà  è fondamentale in una relazione.
-capisco.
– è che poi a volte è tutto così, come dire: magico.
-magico.
-già. di’, lo sai noi cosa facciamo noi la sera dopo che andiamo a teatro a vedere travaglio?
-eh.
-te l’ho mai detto?
-no.
-torniamo a casa e ci mettiamo a recitare alcuni passi di schopenhauer.
-ah. ecco. li recitate, tipo a voce alta.
-io lo amo. peccato la moglie quella scassaminchia.
-già peccato sì.
-però ha detto che se lei morisse domani, mi sposerebbe subito. peccato gli accenti in latino.
-già, peccato.

natura una sega

maggio 5, 2010 - 3 Risposte

-dobbiamo cavalcare l’onda- mi fa lui in preda all’eccitazione da palcoscenico -tu non capisci, questa è la nostra occasione per diventare famosi, ma non lo vedi come tutti adesso ci cercano ci vogliono, tutti a dire per favore potreste dirci due parole sulla crisi greca e poi guarda -t’avverto- forse è il caso di trasferirsi ad atene che il corrispondente si fa meglio da laggiù dove son più riottosi dove c’è il sangue, l’azione, la mischia.
-tu mi vuoi fregare- gli faccio alzando il sopracciglio -si era detto che domani andavamo a kastorià col lago la taverna la natura.
-come. il lago. la taverna- mi guarda con occhi pieni di veleno -tu allora non capisci.
esco dalla stanza.
mi insegue.
-fuori c’è la rivoluzione e tu, il lago la taverna? domani è il primo maggio.
così mi spiega come sia immorale darsi alle gite fuori porta in un giorno tanto importante, senza contare l’alta probabilità di incappare in un qualche scontro molotov sangue mischia.
-la gente vuole sapere, dobbiamo documentare con il nostro sguardo vivo ed attento.
così il primo maggio siamo in mezzo a vecchi del KKE (fotine) coi loro giovini e rivoluzionari nipoti e vecchie che hanno approfittato della fiera dei fiori e che, a fianco della bandiera, si portano appresso le piantine di geranio.
nessuno spacca niente; lui, con le dita che fremono sul suo iPhone d’assalto, ci rimane malissimo -greci fottuti, sempre a fare casini e oggi non mi spaccate nemmeno un vaso eh?- e se ne torna a casa con la coda tra le gambe.

ma il problema non è questo.
il problema è che, come sempre quando un desiderio viene messo da parte, poi questo si ripresenta centuplicato.
ed io, allora, il giorno dopo mi sveglio con una voglia matta di passeggiata in montagna, ma mica uno di quegli spunzoni sfigati della penisola calcidica, no: io voglio il monte olimpo, voglio un sentiero difficoltà dieci, voglio indossare un cappello di paglia e camminare, sudare, bere litri d’acqua di fonte, mangiare carne di cervo con le erbe, questo voglio io.
così ci siamo. procediamo, ciascuno sospinto dalle reciproche ossessioni -lui assecondare la moglie, lei vedersi risarcita di un primo maggio sòla.
procediamo per ore -cinque, sei- lungo quei sentieri di montagna a fare i bucolici, lui che scatta foto ai rospi e fa amicizia con bestie pulciose (fotina), lei che non sente la stanchezza -quando l’urgenza del risarcimento fa andare oltre le proprie possibilità.
nessun dottore può dirlo con esattezza.
-signora, può essere tutto- l’acqua di montagna, la bestia con la scabbia, la natura ad oltranza, chi lo sa -ora ingolli cortisone ed antibiotici per una settimana però.
così ora guardo le mie bolle pruriginose da orticaria e disinfetto le placche alla gola da sforzo e niente, penso che la natura una sega.

qui le fotine

un’altra giornata di crisi nell’egeo

aprile 30, 2010 - 3 Risposte

ecco una, anzi due, sconvolgenti testimonianze della paura che si respira lungo le strade di salonicco in questi giorni duri. qualità video come sempre ottima.

  

una domenica di crisi nell’egeo

aprile 27, 2010 - 24 Risposte

-hai sentito, la crisi?
-sì come no la crisi, che roba. sono tre giorni che si sciopera noi. ma tu guarda che sole che è uscito oggi però.
-pareva che no, invece poi guarda che giornata. agguanta quel cavo per piacere.
-uhm questo dici? e che dobbiamo fare? l’iva ci voglion far pagare, macirendiamoconto? certo che c’è vento oggi eh?
-vento ce n’è, eccome. almeno. che sennò mi giravan le balle non mi ci far pensare va’.
-ellosò, ma dimmi tu, ora dobbiam pagare l’iva dice. ma quando mai? ma siamo matti?
-ma poi, scusa, ma non avevano detto che gli toglievano l’assegno di disoccupazione a quelli? la mia segretaria non fa che dire ommiodio signor avvocato mi tolgono l’assegno ah ma ora noi si fa la rivoluzione eh!
-l’avevan detto sì. che faccio con questo, lo tolgo?
– lascia, lascia ci pensiam dopo. eccerto, epperò poi a fare il turismo sociale ci vanno eccome che quello l’han tolto mica eh! e allora poi non rompessero le balle a noi con la storia dell’iva.
-ma infatti, son dei coglioni. ma io dico, gli togliete l’assegno di disoccupazione -e va bene che tanto l’han capito che bisogna fare dei sacrifici- poi però li mandate tutti in vacanza gratis? ennò eddài! bella giornata comunque.
-perfetta. togli i parabordi va’ che usciamo.

libera traduzione dal greco

come sono andate le cose

aprile 20, 2010 - 10 Risposte

ci risiamo.  la ragazza è cagionevole, bisogna di nuovo portarla dal dottore. con lei -come sempre al suo fianco- il marito a farle da spalla per fronteggiare  insieme la sanità pubblica greca.
tuttavia stavolta le cose si complicano.

-lei signorina mi ha un batterio violento, qui bisogna passare alle punture.
-capisco pazienza. me le fa lei dottore sì?
il medico scoppia a ridere ahahah AHAHAHAHAHAH, AHAHAHAHAHAHA AH AH poi immediatamente lancia uno sguardo d’intesa al marito, come a dire femmine cretine, non capiscono una fava.
invece l’inutile e coglione marito, che ha più consuetudine con la sanità pubblica greca, capisce subito e allora si butta.
-amore che problema c’è te le faccio io le punture.
lei ignora quell’ottuso ottimismo e tenta il contraddittorio con la scienza.
-e secondo lei dottore, scusi eh, ma chi me le dovrebbe fare le punture?
ma la scienza fa spallucce e se ne lava le mani.

così la ragazza cagionevole resta da sola con la sua malattia e l’inutile e coglione marito.
-eh che ci vuole dài amore che te le faccio io le punture.
lei non vuole sentire e scappa via, terrorizzata dalla faciloneria di quell’uomo che dovrebbe avere a cuore la sua salute invece è pronto a siringarle il sedere così, a freddo, come fosse una scorza di limone qualsiasi.
lui la raggiunge.
-non capisco perchè la fai così lunga. su su non fare la solita scena isterica.
ed è allora che la ragazza non capisce più nulla, gli afferra il braccio -tu mi vuoi ammazzare mostro! TU ATTENTI ALLA MIA SALUTE!- e glielo morde con tutte le forze.
e mentre poi, vagando per la città, fragile e facile preda di maghi ed omeopati, se ne torna infine a casa con una boccetta di semi di pompelmo -che sempre meglio di un ago random sul culo- lui ha già lanciato un gruppo di discussione su friendfeed.
così, a quel punto, la ragazza capisce che solo una cosa è rimasta da fare: spacca la boccetta di semi di pompelmo e uccide l’inutile e coglione marito.

schegge di liberazione

aprile 19, 2010 - Leave a Response

24 Aprile, a Carpi: Schegge di Liberazione.

-stai una favola, -ma grassie

marzo 26, 2010 - 4 Risposte

smettila, ancora pensi che essere drop-out faccia fico? guarda, non è neanche più di moda usare l’inglese. sei una signora ormai, guardati. guarda come sei carina, hai fatto anche la frangia.  stai una favola.

fortunata tu,  vinci facile. sì.

qui in grecia -dici- ci hai gli amici fricchettoni che partoriscono pargoli in casa e costruiscono case di paglia e allora tu sei quella radical-chic con la libreria fornita e le lucine ikea che sdrammatizzano.

in italia sfrutta il precariato dei tuoi amici -evita quelli iscritti ad un albo però-  ed è come gareggiare ai 400 metri con un paraplegico della vita adulta e responsabile -dici- hai un marito con tanto di sigillo statale e anello al dito, sei ben disposta a tentare pubblici concorsi e studiare, torni due volte all’anno e nessuno si accorge più della tua sociopatia perchè tanto poi vai a passare l’estate su un’isoletta greca.

così ora, prima delle vacanze ad ikaria e a creta, andiamo un poco a fare la signora in italia.


una viveuse

marzo 20, 2010 - 6 Risposte

sono due volte che chiamo mia madre per dirci ciao sono la tua figlia emigrata ti manco lo so vorresti che tornassi eh, ma come si fa, c’est la vie e che lei invece mi riattacca dicendo -nemmeno si prende la briga di inventarsi qualcosa di nuovo- scusa scusa sono in ritardo devo andare con laura che dobbiamo informarci per il compost.
-eh?
-il compost, sai. come fosse antani. vabbè, cia’.
-mamma?

così richiamo e parlo con mia sorella. le solite cose: come sta il cane, dimmi bene la ricetta per la cicerchiata, ah, a proposito, tuo cugino ha pubblicato un’altra foto mentre fa il saluto romano (eh. abbiamo un cugino fascista), allora che fai stasera?
-mi leggo il Don Chisciotte.
-uh.

così poi quando il venerdì sera rimango col culo incollato sul divano, penso alla mia famiglia e non mi sento poi così nevrotica e/o sociopatica.
sì. anche quando l’unico dolcetto in casa è lo sciroppo per la tosse e ti pesa troppo il culo per uscire a comprare qualcosa di diverso e allora poi, sai com’è.