Il rigatone e le mie due rivoluzioni sessuali

La mia prima rivoluzione sessuale fu passare dal sesso orale parlato a quello orale biblico. Lei era francese, che in Italia era un periodaccio per rimorchiare, e credo di dover ringraziare l’appagamento che la donzella avrebbe avuto dall’esotica suzione del mio italico pisello. Fu un pompino si, ma blasonato dall’esterita’.

Julie era bellina e veramente francese con il famoso naso all’insu’ ed un’innaturale trasognata innocenza alla Peynet che pero’ di innocente ci aveva solo l’aspetto. Cosi’, nella toilette del museo di Grenoble, mademoiselle Julie mi abbassa la patta e comincia a fare le sue cose.

Io sono rimasto senza fare niente che mica sapevo bene cosa richiede la maschia etichetta in quei casi, parlare, accarezzare la testa, ringraziare, ma questi dilemmi son durati veramente poco, il tempo di trovarmi smutandato che gia’ m’ero dimenticato di avere la responsabilita’ di un’interazione.

Poi pero’ mi sono di nuovo accorto che effettivamente non ero solo col mio pisello ma che pure c’era una donna francese la sotto che, orrore, stava transitando sul mio pene senza ritrarre la sua affilata  dentatura felina.

E invece di un pompino mi fece un rigatone. Ahi ma non me la son sentita di menarla oltre che in fondo in fondo le ero grato per almeno l’intenzione. Pardonne moi mon petit e questo si mi fece male che forse madame si stesse rivolgendo alle dimensioni del mio pisello trafilato? Che dopo il suo errore d’esecuzione la stronzetta aveva anche  il coraggio di polemizzare?

Tu ma fet un rigaton stronse dissi allora con tutta la mia veemenza francese. Que est-ce que c’est le rigaton? Certo che non lo capisci cos’e’ un rigatone inutile mangiatrice di crepes e me ne andai via dalla Francia. 

La mia seconda rivoluzione sessuale fu passare dai numerosi vagabondaggi esteri al piacere sedentario di scopate territoriali.

Basto’ farmi crescere i capelli che d’un tratto le femmine nostrane divennero tutte bendisposte ad accondiscendere i miei appettiti.

Non avevo piu’ bisogno di espatriare per avere un po’ d’amore, c’era Luisa che in confronto a mademoiselle Julie sapeva il fatto suo se mi capite.

La prima conseguenza di tale rinnovato sex appeal e’  stata quella di mandare a quel paese la signora Clarabella, proprietaria dell’omonima  osteria  in cui fino ad allora avevo investito le mie  invernali fatiche per potermi permettere il turismo sessuale. 

Luisa abitava in un altro paese ma non era certo la Francia ed io volentieri prendevo il motorino anche con la pioggia e la neve ed ogni sabato partivo per andare a farmi fare del bene.

Poi con l’arrivo della primavera ero tutto felice che quei venti chilometri col Bravo sarebbero stati meno freddi ma Luisa mentre fiorivano le viole  mi dice che la distanza aveva logorato la nostra storia e anche che era tornato Achille dall’erasmus, Achille il suo ex fidanzato.

Siccome devo averle fatto proprio pena che mi son messo a piangere a pensare che, tutto preso com’ero stato da quei  chilometri che distanziavano il mio pisello dalla felicita’,  adesso non ci avevo una lira per andare che so in Francia, allora la ragazza impietosita mi regalo’ un ultima suzione.

E quella volta, per la prima volta, anche Luisa mi fece il rigatone.

Allora ho capito che il rigatone non e’ un errore d’esecuzione ma una tecnica  per farla finita.

E poi me ne sono andato. 

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5 Risposte

  1. Dovresti farle appicare con più metodo, dico io. Ma certe son proprio negate, credimi, io ne so molto più di te! 🙂

  2. “Tu ma fet un rigaton stronse”: Allora non li hanno inventati le nostre donne italiche!
    Divertente e istruttivo!

  3. christian ogni uomo ha subito uno o più rigatoni nella sua vita fa parte del percorso sessuale
    fjaang del batacchio i rigatoni li fanno un pò ovunque noi italiani ne rivendichiamo il nome

  4. ben detto il rigatone viene utilizzato per farla finita. Un segno che colpisce. Niente giri di parole o seghe mentali!! Le pulzelle non ti vogliono lasciare nemmeno il bel ricordo dell’ultimo pompein 😀

  5. sampotech è così ma lo si è capito troppo tardi

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