Archive for the ‘viva l’estate’ Category

rivelazione della mia arma segreta contro la scarnificazione da zoccoletti estivi
giugno 4, 2009

piedini di fata

i miei nuovi zoccoletti estivi fanno un male cane,  saran carini e alla moda ma io me ne fotto -diamine- perchè in realtà

sono strumenti di lenta e dolorosissima scarnificazione.

perciò
senza fare nomi
vi rivelerò la mia arma segreta

li faccio ammorbidire
in questo modo qua
senza fare nomi
pausa necessaria per l’effetto sorpresa. vai

Shopping ellenico
settembre 13, 2008

  Saluti dalla Grecia, eh.

Ghosts
agosto 4, 2008

 Laura Marling

Il campeggio libero una volpe ed un bacio finale
agosto 27, 2007

Non e’ il caso di provocare quella volpe lasciala tranquilla per carita’ e vieni a montare la tenda. E’ quasi notte tra un po’ non vedremo piu’ niente e ancora abbiamo da infilare tutti i passanti nelle asticelle, muoviti, avanti, lascia stare l’animale. Poi tu che ne sai che si tratta di una volpe solitaria, magari quella pare buona e mite perche’ e’ un cucciolo ma vedi che se continui a rompere le palle in questo modo arriva tutto il branco. E noi non abbiamo ancora finito di montare la tenda, dove ci potremmo mai nascondere se adesso non smetti di fare San Francesco e non vieni qui ad aiutarmi con questi cazzo di passanti. Sbranati da un branco famelico di volpi selvatiche. Trovati due ragazzi italiani morti sulla spiaggia. Volevano solo andare in vacanza invece incontrano la morte. Questo succede perche’ la gente continua a fare campeggio libero nonostante la legge lo proibisca. No, con questo non vogliamo certo dire che si meritavano questa brutta fine, ma insomma. La luna e’ piena e la volpe ci gira intorno. Tu ignorala e monta la tenda perlamiseria. Che dici, accendiamo un fuoco? Per tenere lontano la bestia. Come sarebbe a dire che non possiamo? Che se ci scoprono son trecentoeuro secchi di multa? Questo non me lo avevi mica detto e comunque anche avessimo potuto tu la carta l’hai portata? No? Ecco. Bravo. Ecco. E allora non ci resta che finire la serata dentro la tenda e no, non puntare ti dico la torcia addosso al pelliccioso animale, non sai mica che reazione potrebbe avere e piuttosto baciami. Stupido.

Vuoi forse scatenare il mio lato ossessivo compulsivo?
luglio 27, 2007

E’ domenica mattina e la mia donna se ne sta sul divano a far l’amore col ventilatore. Al mare non ci vuole andare e non le importa se fa troppo caldo per la citta’. So’fiacca.

I costumi sono assai lontani, ci sono un corridoio e due stanze di mezzo, non gliela fo proprio. Povero amore, le lunghezze ti spaventano? Vado io a prendere le tue cose. Ecco, vedi io lo faccio volentieri, cosi’ scelgo il vestitino da mare e poi le ciabattine, il telo quello largo con i pesci, lo faccio perche’ ti amo e mi si stringe il cuore a vederti cosi’ inerme, vinta dal caldo, spossata dal poco mangiare e poi, si, lo faccio anche per me, certo, ma solo dopo aver pensato ai tuoi bisogni, che io non posso stare piu’ qui dentro, rinchiuso nello scafandro afoso di un appartamento condominiale. Sudo. Andiamo al mare? No-oo. So’ fiacca t’ho detto.

Ed alla vestizione balneare continui a preferire lo slinguazzamento con la tua ventilazione prêt-à-porter. Ascoltami bene, so’ fiacca e’ domenica, e’ domenica ed e’ pure estate. Estate greca, mica estate e basta. Quaranta gradi ed io so’ fiacca. Quindi vedi di non insistere coi tuoi mezzucci da uomo tenero manco lo sapessi che le tue subdole premure mirano solo a farmi scollare dal mio ventilatore. Non ci penso proprio. Ma perche’ non te ne vai al computer che ti piace tanto? Ecco, bravo, vai.

Lascio la mia donna ed il suo costumino stesi sul divano e vado a rispondere al telefono. Ospiti. Come dici? Abbiamo ospiti. Quando? Domani.Cosa? Domani.

Allora lei cambia, si solleva e mi intima in tutta la sua verticalita’ allora dobbiamo pulire. Ora. subito. Presto, non c’e’molto tempo.D’un tratto non sente piu’ il caldo la domenica la forza di gravita’. Mi hai sentito? Dobbiamo pulire tutta la casa. Ed e’ gia’ in balcone che sbatte i tappeti che tira giu’ tutti i libri dalle mensole e li spolvera, uno ad uno, li cataloga per nome genere nazionalita’. Allora ci diamo una mossa? E si puo’sapere come mai non hai mai comprato lo swiffer quello da termosifone? Lo vedi anche te qui che schifo che c’e’? Ma secondo te come lo pulisco l’interstizio, ci vuole lo swiffer, quante volte te l’ho detto io, e com’e’ che tu dicevi sempre si oggi lo compro e invece adesso che serve non c’e’?

Adesso pulisco il forno. Ma perche’ che ci fai col forno? Sono quaranta gradi, non ti metterai a cucinare col forno no? Stai scherzando? E certo, siccome non lo usiamo lasciamolo pure riempire di vermi. Questa casa fa schifo e sei tu che la rendi cosi’ zozza, lasci tutto in giro e nemmeno ti sei mai preso la briga di comprare lo swiffer da termosifone. Fa qualcosa anche tu, non vorrai mica startene davanti al computer? Vai a pulire la pila di cd in camera, va’. Ma sono duemila cd. Le vuoi pulire le cose tue o no? Almeno le cose tue, non so. O speri che si spolverino da sole?  Dico, almeno le cose tue che io ti devo pure lavare le mutande e che ci hai dieci anni? E anzi, fa’ il favore, prima che inizi va a comprare il detersivo che e’ finito. E lo swiffer da termosifone. Forza avanti non battere la fiacca muoversi muoversi.

Faccio come dice la mia donna e mentre esco la lascio che pulisce le cannucce per le bibite al loro interno.

Global warming baby
luglio 24, 2007

Amore cosa c’è, come mai hai smesso di parlare? E’caldo, che voi che te dico? E’ caldo. Cal-do. Silenti attraversiamo la città. Poi all’improvviso si desta mi fa allora? Appiccia l’aria. Amore è gia accesa. Ah si? Ma fa caldo. Fa cal-do. Smette. Controlla un pò quanti gradi c’è. Controllo. Quarantacinque dico. Cosa? Quarantacinque. Quanto? Quarantacinque. Mi guarda di sbieco ce l’ha con me, lo sento. E’ na roba allucinante. A-llu-ci-na-nte. Amore hai sbagliato a sillabare credo. Nun me ‘mporta, devo enfatizzà la a. Parcheggio ma lei non scende. Amore che fai non scendi? Cala giù te se voi, io manco ce penzo pe’ gnente. Nun ce penzo pe’gnente, pe’gnente. Lascio la donna mia che un tempo mi conquistò con le sue belle parole, con la pronuncia da attrice di teatro, lei che diceva miele con il dittongo ie aperto che apriva la o di liquore, non importa, la amo anche adesso che il caldo le ha fuso le sue belle contrazioni, la sua compostezza fonetica. La voragine dialettale a queste temperature, mi pare sacrosanto, non tiene più la saldatura. Ce volevi mette nantro pò? Nun zo, dimme te, è nora che sto a coce. Torniamo a casa e in macchina metto la musica a tutto volume.

Una giornata tipo (per colpa dei quarantasette ellenici gradi)
giugno 28, 2007

Tipo cosi’.

Sveglia ore otto. Grugnisco. Ogni attivita’ che comporti una levata in anticipo sul mio ritmo circadiano stabilizzatosi intorno alle dodici a.m. mi rende cattiva. Dice se dormi poco la pelle si invecchia prima ed io ci tengo alla mia freschezza epidermica. E non mi si venga a dire mammamia che rompiballe che sei che mezzo mondo si alza anche prima di te. No.

Io faccio parte di quell’altra meta’ che: a) barcolla sotto i quarantasette ellenici gradi b) fa sorrisi da cameriera per nove ore e poi anche sparecchia tavoli sino alle quattro della notte c) cio’ nonostante rientra nel novero del ritmo circadiano del mondo che si leva insieme ai galli avendo anche un secondo lavoro diurno.

Dunque. La prima cosa che faccio dopo aver grugnito e’ mandare a quel paese il mio compagno di letto nonche’ fidanzato. Ho le mie ragioni, infatti: d) e’ cosi’ peloso che aumenta il surriscaldamento terrestre (e visti i tempi che corrono su questo punto credo che raccogliero’ consensi) o almeno quella della camera da letto e) in perfetta sintonia col suo ritmo circadiano, si recherà al lavoro quattro ore dopo di me f) usa il pentolino da latte per le sue carbonare notturne così la mia cattiveria mattutina s’ingrossa ancora di più che mi tocca di scrostare le crosticine dell’uovo mentre con la bocca impastata il dormiente mi chiede di fare piano che lo disturbo con lo schss schss del rubinetto.

Ore nove prendo l’autobus e me ne vo in centro. Sotto la giurisdizione del conducente è interdetta l’apertura dei finestrini che altrimenti non funziona l’aria condizionata, tutti lo sanno e tutti obbediscono tranne un’insubordinata signora che se ne frega e ficca la testa di fuori. L’autista allora prende il microfono che io fino ad oggi mica lo sapevo che si può amplificare la voce in un autobus e intima alla signora di tirare dentro la testa pena l’espulsione. No no e no non ci penso nemmeno. Allora l’autista minaccia di spegnere l’aria condizionata e a quel punto sono i passeggeri ad espellere la disobbediente dall’autobus.

Arrivo al lavoro e quest’oggi per me c’è un’importante mansione da svolgere di import export che l’avvocato mi si presenta con una bottiglietta vuota di liquido umidificante per sigari, dice che siccome è di una marca italiana devo trovare un sito che faccia vendita online.

Poi altre cose senza rilievo bla bla bla.

Torno a casa e il fidanzato ha nuovamente carbonarizzato tutto il piattame senza poi lavarlo. Grugnisco e vado a riprendermi le ore che mi spettano in termini di ritmo circadiano. Lui mi si avvicina peloso e tenta un abbraccio a quarantasette gradi ma poichè l’amore è fatto di piccoli gesti, io invece di raderlo che ognuno ha diritto ad essere ciò che è, semplicemente lo scaccio.

Ore sette apparecchiatura di tavoli, metto su il mio sorriso da berlusconi per la soddisfazione della clientela che in ordine mi domanda di dove sono perchè sono venuta qui se mi piace qui intercalando come parli bene il greco, naaaa, dice? grazie e poi bella italia italiano una lingua musicale italiani greci una fazza una razza viva milan e su viva milan mi domando ma che razza di faccia ho io?

Danni da esposizione solare
giugno 26, 2007

L’abbronzatura rende tutti piu’ belli. Bo. Sara’.

Pero’ a me con il sole mi esce fuori una macchia solare da iperpigmentazione sopra il labbro a mo’ di baffetto mentre il ciuffo di capelli bianchi che l’inverno e la tintura riescono a camuffare mi si depigmenta fino a diventare un ingestibile capriccio di grigiame.

A me l’abbronzatura mi fa venire il mustacchio alla Dali’ e l’acconciatura di Crudelia De Mon.