Protetto: hai mai letto sciopenauer? leggiti sciopenauer
ottobre 20, 2010

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Le ragioni dell’oroscopo
febbraio 28, 2008

Sarà saturno, l’oroscopo  non promette bene per quest’anno spezza i rami secchi mi dice, ma io ugualmente sono tornata insieme a te. Di nuovo. Secondo terzo, decimo round.  E quando ieri notte mi hai toccato ho pensato -sarà Saturno- che Martin era piu’ bravo. E Alberto pure. Franco, Luca, Matteo. Mi solletichi, mi sfiori, non arrivi, non sai. Allora? Che  facciamo? Che si fa adesso? Devo alzarmi nel mezzo dei tuoi solitari mugolii perche’ viva l’onesta’? Oppure, che mi costa, mi metto un po’ a mugolare, tanto cosi’ autistico che  sei, non serve una performance impegnativa, e’ solo per non ferirti, per stare tranquilli e poi forse, chissa’, se non ti mortifico la prossima volta andra’ meglio?

E pero’ poi ad un certo punto ti si fermato, m’hai fissato negli occhi e m’hai detto ti amo, fuggi con me in Sudamerica. Allora mi son messa a ridere, non gliel’ho fatta, scusa, e quel ramo secco l’ho spezzato. Uh! Dai, andiamo a mangiarci una pizza.

T’ho interrotto sul piu’ bello e hai fatto bene a guardarmi pieno d’odio, ma pure tu, scusa, fuggi mi hai detto. Non si puo’ mica dire dire una roba come fuggi se almeno almeno non vedi che sto sudando per lo spasmo.

Al ristorante ho incontrato Marco. Bello come il sole, il più bello di tutti li’ dentro, ha grazia, ha due occhi gentili e sorridenti e adesso tu che fai? Gli ho domandato. Il regista. Mi son girata ritirandomi da un campo in cui non avrei avuto gara e ho visto te, con quel maglioncino di pail color cacca mentre mangiavi la salsiccetta prima che cadesse dal trancio di pizza.  Inutile combattere e resistere: l’oroscopo ha ragione lui, sempre.

Angoli
febbraio 19, 2008

road_robertselwyn.jpgIo – Soffro. Lo vedi come soffro? Mangio solo cereali e se mi capita di sentire Toffee  alla radio scoppio in lacrime.  Non gliela faccio ad alzarmi in piedi, gli uomini son tutti delle bestie. Lei s’e’ trasferita a casa di Giovanni, ieri li ho visti portare dentro uno scendiletto Ikea, quello a forma di cuore. Ormai non ho piu’ speranze, sono andati all’Ikea insieme. Di sabato.

Lei – I ladri gli han svaligiato casa, la prima cosa che fa lo scrive sul twitter.

Giovanni – Una mia amica le ha presentato una collega, lei, la prima cosa che dice e’: ehi, ma voi due ci avete lo stesso colore di capelli.

Un mortorio
febbraio 15, 2008

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Mi annoio, io mi annoio seduta appollaiata sopra di te, ci siam bevuti tutto il locale e aspetto che mi scenda la botta ma per il momento son sobria e ti vedo, mi annoio. Ti metto il preservativo colorato? Ti va un aperitivo? Aperi ti vi amo ti vi amo, capito? Mi guardi come se non ci fosse connessione tra di noi. Il tuo pisello luminoso s’erge come colle solitario e fosforisce nella notte. Capito? Speriamo che arrivi qualcosa qualcuno una ronda de marraficas, marra ficas, capito? Oh, ma che e’ questo mortorio? Tutto io devo fare?  Ehi, stai attento sai, che questa e’ una maglietta griffata. Ecco, ora, viene, mi sale, son sbronza son sbronza, che bello en final. Lo sai vero che questo mondo e’ malato?  Ti vedo sai, non credere sai, mi scruti  e smantelli il nostro amore splendido. Scusa sai se ti lascio qui solo nella notte ma ho stimoli insopportabili alla pisciata e, animo, che  il tuo pisello catarifrangente mette abbastanza allegria. Ci vediamo allora, fatti sentire.

Domenica
febbraio 3, 2008

-venerdì. il mio fidanzato dice le decisioni le prende lui – sabato. il mio fidanzato dice le decisioni meglio se le prendi te – domenica. il fidanzato dice mò chi le prende le decisioni?

Cattiva
gennaio 28, 2008

Gli uomini che incontro hanno tutti un elevato grado di mostritudine, uno credeva nel culto della Ipecacuana, pianta psicotropa sudamericana con l’aiuto della quale una volta ha incontrato Dio anche se era pieno di squame, un altro sentiva gli gnomi giocare a nascondino in casa. Per esempio.

Li scelgo mostri per ragioni che in parte ignoro ed in parte no. Preferisco esistenze pallide, maschi non troppo attraenti di cui poter facilmente fare a meno. continua

Lamento
gennaio 16, 2008

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PROLOGO – La mia vita ha a che fare con l’amore. Mi accorgo che sono ancora una principiante. La tagliola del disamore mi accoglie impreparata, stavolta si nasconde bene. Oppure non c’e’, ma questo sarebbe davvero un fatto strano. Bisogna stare attenti. Essere lenti, circospetti. Puo’ essere un amore cosi’ astuto da manometterne le trappole?

LEI – Lamento aulico: io non so se questo che indago e’ intrecciato alla mia sostanza molle e non so se questo mio dire e’ un insulto al pieno che c’e’. Io sono imbalsamata nelle belle pose  e dal troppo composto vivere. Io cambio la posizione dei miei anelli se il tuo sguardo si storce. Io sono l’assillo lo sfacelo il pungolo. Io mi lascio triturare impastare deridere spremere per farmi scivolosa pozione d’amore. Io ti contorco nelle mie liturgie quotidiane. Io io io.

LUI – Lamento prosaico: passi per le minuscole nevrosi quotidiane tipo se dormi a destra del letto andra’ tutto bene se mangi carciofi poi ti gonfi per cui mai mangiare carciofi prima di una serata bollente -se se se- giacche’ son piccole cose che si meritano un calcio nel culo metaforico senza starci troppo a pensare data la tua inalienabile natura di rompicoglioni. T’amo, lo sai. Sappi pero’ che il tuo occulto potere sul mio superego e’ tramontato -e’ colpa tua- No, col cavolo. Ma t’amo, lo sai. Eppero’ ti sei sputtanata anche la piu’ inerme delle prede: il rubinetto dei miei sensi di colpa, lavacro per sporche coscienze e panetto di burro per culi decrepiti, e’ chiuso per te. Ed ora smettila di scrivere stronzate. T’amo, lo sai. Razza di nevrotica.

Te s’arzecca ar culo
dicembre 17, 2007

Alla fine non mi lamento mica. Scusa, cosa avrei da lamentarmi? Guardami, guarda qua, nemmeno un filo di pancia e tu che dicevi che metter su famiglia  e’ da salario e palle mosce. Tocca, tocca.  La domenica andiamo al parco e facciamo delle foto che sono una bellezza. Guarda qua che roba, nevebelladipapatuo. Nevebelladipapatuo.

Si. Alla fine abbiamo scelto Neve. Perche’ Biancaneve era troppo lungo e Bianca, beh, ci faceva venire in mente Nanni Moretti. No, non volevamo politicizzare nostra figlia, non sarebbe stato giusto creare nei suoi confronti una sovrastruttura cosi’ subdola solo per compiacere un nostro gusto personale. Sarebbe stato da egoisti. Per cui, Neve. La purezza. Nevebelladipapatuo.

Non ho rinunciato a nulla, anzi la mia vita adesso e’ piu’ piena. Non puoi capire finche’ non ne hai uno. Che ne dici di vederci un film? Un documentario su Granada. Che alla nonna ci abbiamo regalato un viaggio in Spagna, vero? Veronevebelladipapatuo? Che la poveretta sta sempre in casa ad aiutarci con noi che lavoriamo tutti e due. E quando e’ tornata diceva sempre Uh! Quande’ bella Granada Angelemie! Uh! Quandemepiacene le  cose dell’arabi. Che soarabi ricchi questi qui, mica quelli poveracci che vedi in gire perlastrade.  E’ simpatica la nonna vero? Quantesimpaticalanonnanevebelladipapatuoeh? Eh?

STOP

Dieci mesi fa eri qui, accanto a me. Il divano da merenda, protetto dal telo bassetti, era lo stesso ma senza telo e vomitini da prima infanzia. Eri qui che provavi a toccarmi il culo. Ci smanazzavi  su questo santuario di pappe e nonne. Ah, e poi avevi ancora il dialetto appiccicato addosso. Che fine ha fatto il tuo dialetto?  Ma, visto che. Ormai mi sembra andata quell’organizzazione tra di noi. Allora te lo dico. Ci avevi una mano tra le mie tette e l’altra che cambiava i canali. Su questo divano qui. E quando hai visto Nanni Moretti, te lo ricordi cosa hai detto? Hai detto te s’arzecca ar culo Nanni.

Ecco, allora te lo dico. Un giorno qualche molestatore mettera’ le mani sul culo di tua figlia e senza cerimonie dira’  ao’, ma che nome der cazzo e’ Neve? E’ na scorreggia a primavera! Perche’ te lo dico, come nome, Neve, e’ proprio un nome del cazzo.

Elena, amore?
dicembre 5, 2007

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Mi sono accorto che tra di noi e’ finita per sempre perche’  hai cominciato a darla via a tutti. Sto socializzando, non essere oppressivo. Cosi’, come se fosse la cosa piu’ naturale del mondo. Ma Elena, amore, te lo ricordi quanto tempo ci si e’ messo prima di finire a letto insieme, io e te?  Ancora il mio corpo non ti riconosce. Cosi’ ci siamo iscritti insieme a lavorare il vetro II. Dovevi esser certa che tra noi ci potesse essere anche un’affinita’ intellettuale. Devo potermi fidare di te, cerca di essere paziente. Ed io, figurati, dopo anni passati ad aspettare una passera,  non avevo nessuna fretta di tornare a giocare a Tetris al bar Loris, quello sotto casa. Elena, amore, non lo nego, mi hai spiazzato. Sei andata a letto con altri senza pretendere da loro nessuna iscrizione a lavorare il vetro. Perche’? Senza contare poi che io nemmeno avevo frequentato lavorare il vetro I, per cui, immaginati, quanto sia spiazzato io, adesso, in questo momento. E pure tu mi sembri piuttosto stordita. E’ che sono contro l’imperialismo della donna. Che significa? Elena, amore? Ma perche’ la stai dando un po’ a tutti e invece io e te, che abbiamo condiviso molte cose tra cui anche lavorare il vetro II, dobbiamo restare solo buoni amici? Elena, amore.

Good old fashioned lover boy
novembre 14, 2007

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Ti vuoi sposare? Li vuoi un Albinoni sviolinato, una sposa moderna con l’abito avorio ed il piercing all’orecchio, una fede d’oro si ma bianco? Si, lo voglio.

Perche’ tu, contro la generale attitudine al cinismo, alla malinconia, alla sfiducia dei nostri giorni, tu, contro gli oziosi oltranzisti laici e gli anarchici universitari, tu sei un good old fashioned lover boy, un romanticone e ammettilo, sei pure un vetero cattolico. Perche’ al mio matrimonio io voglio pure tutti i sigilli del nostro signore. Ti capisco, ognuno e’ quel che e’ e poi, per quanto mi riguarda, non mi fido di quei laiconi che dicono no ma che schifo il matrimonio, ma che senso ha se tanto c’e’ l’amore? Ah si? Allora spiegatemi come mai una laurea ve la siete presa e sui bigliettini da visita ci mettete tutti i vostri lustrini ed i vostri dott. senza sentirvi in nessun modo inguainati? Il rito e’ una buona idea, il rito consacra, suggella, bolla convalida e pubblica la nostra volonta’ esattamente come un libro. Certo tutti preferiremmo poter pubblicare un libro ma poi sposarsi e’ piu’ facile.

Solo che. Come dici? Vivi all’estero? Si me ne sono andato sei anni fa. Ah, be, allora.  Hai scelto di vivere nella terra della feta e dello tzaziki, troppo tediato dallo stress mediocre del piccolo-medio imprenditore, dagli aperitivi cubani e dalle amiche cotonate? Hai rifiutato lo stipendio fisso ed i benefits aziendali, una fidanzata Christian Dior ed il tuo titolo accademico sudato con gli stipendi (i benfits no, quelli loro non li avevano) dei tuoi genitori?

Razza di fighetto smidollato ma che ti pensavi eh? No, fammi capire l’orario d’ufficio no, ma i fiori bianchi, il fotografo che ti salmona le pose anni settanta e poi, magari, anche un mututo agevolato, tutto questo si?

Be sappi allora che ti renderanno la vita un inferno. Come e’ giusto che sia. Prima di tutto devi andare da un prete, quello della parrocchia dove hai la residenza e gli dici: salve padre, poiche’ mi vorrei sposare, mi occorre che lei, gentilmente e con la grazia del nostrosignore, chieda al prete della parrocchia dove mi battezzarono e, contestualmente, anche al prete della parrocchia dove mi cresimarono di inviarLe i relativi certificati di battesimo e di cresima. Mi occorre poi che poi lei, padre, gentilmente e con la grazia del nostrosignore, trasmetta al prete della parrocchia del paesino dove ho deciso di sposarmi  tutti questi certificati.

Ma dove sto io son tutti ortodossi. Eh, lo so, maccheticredevi? Che ci potevi avere la feta e la chiesa cattolica entrambi sotto casa? Ecco quel che devi fare allora: vai da un prete greco cattolico, uno ce ne sara’ no? E poi gli dici (in greco): salve padre, poiche’ mi vorrei sposare, mi occorre che lei, gentilmente e con la grazia del nostrosignore, chieda al prete della parrocchia -dov’e’ che t’han battezzato? Catania- si, dunque che chieda al prete della parrocchia di Catania il mio certificato di battesimo e che…come dove sta Catania padre? Sta in Sicilia e si, li’ non parlano la sua lingua ma una lingua universale del signorepienodigrazia ce l’avrete no?

Dunque dicevo che poi, contestualmente, mi serve che lei chieda, gentilmente e con la grazia del nostrosignore, al prete  della parrocchia di -dov’e’ che ti cresimarono? Fabriano- della parrocchia di Fabriano il mio certificato di cresima.

Infine padre, gentilmente e con la grazia del nostrosignore, dovrebbe trasmettere al prete della parrocchia del paesino -che paesino hai scelto? Ecco, io avrei scelto Gualdo. E ma pure tu. Eh ma ti capisco sai, Gualdo e’ pittoresco e con le vallate sibilline salmonate sullo sfondo le tue pose da marito saranno uno schianto. Eh, si effettivamente…- Allora padre, dove eravamo? Non e’ che per caso ci ha internet? Un indirizzo di posta elettronica?

Nel frattempo se vuoi che Dio sigilli la vostra torta nuziale a tre piani e che le banche vi concedano un tasso agevolato dovresti occuparti anche della parte civile. Come dici? No i dico non ci sono ancora. No, neppure i cus. Cosa? Un cous cous? Ma si, andiamoci a fare un cous cous che a stomaco pieno si ragiona meglio.

Per me non è stato facile mettermiti in casa e rinunciare alla mia vita da single
novembre 8, 2007

Come mai non scrivi più? Sei molto impegnata ultimamente? No, per niente, anzi, il mio capo è molto gentile, mi fa lavorare poco e mi porta a pranzo fuori a mangiare la paella. Ah, ma allora le cose in ufficio sono torbide. Dipende.

Che significa se il tuo capo aprendo una pagina internet con donne in costume ti chiede un parere? Da donna, mi dica, lei quale preferisce? Alla fine abbiamo scelto Giada, occhi verdi, professionista affermata, ama i cani e lo sport. Eh? Che significa? Per me le cose sono due: o sta facendo leva sul mio senso del pudore (maledetto retaggio cattolico, potrei perdere un posto di lavoro per colpa sua) per indurmi alle dimissioni oppure tra un pò mi metterà una mano sul culo.

Capisco, ma allora perchè non scrivi più? Che hai? Sei triste? E’ forse un periodaccio? No, anche se potrei farti pena raccontandoti che:

1) sabato il fidanzato mi ha detto duepuntiapertelevirgolette per me non è stato facile mettermiti in casa e rinunziare alla mia vita da single. Mentre lo diceva indossava le mutande che avevo lavato per lui con l’ammorbidente kokolaki (è la grecia baby).

Ho messo su il grugno tanto per eliminare l’oziosa disputa che sarebbe seguita alla frase sciagurata, tanto il fidanzato, benchè spinto tra i due opposti vettori “hai detto una cosa indegna/no sei tu che sei troppo suscettibile” avrebbe comunque finito con il chiedermi scusa. E’ un mi dispiace politico, lo so, ma io non sono una donna che vive di ideali o di grossi principi quanto piuttosto d’orgoglio e capricci. Invece e nonostante il mio tentativo di velocizzare saltando la fase dialettica, il cretino ha continuato a difendere la sua posizione come se possedesse un libero arbitrio. Se a questo punto cominciassi a provare un pò di pena per il fidanzato ricordati quel che ha detto duepuntiapertelevirgolette per me non è stato facile mettermiti in casa e rinunciare alla mia vita da single.

2) vivo in grecia. Mi sono pertanto precluse le conversazioni. Esempio.

Un greco mi domanda (in greco): ” ma davvero è un anno solo che stai qui?”* io rispondo: “no, ma uso solo un tipo di passato che è più semplice”**. Poi entrambi ci sorridiamo ed io me ne vado via pensando ma guarda te se questo imbecille mi si deve mettere a fare il maestrino di grammatica.

Va chiarito che in greco anno e tempo sono una sola parola. Per questo che poi io.

*intendendo “sai bene il greco per stare qui solo da un anno”.

**io capisco “ma conosci solo un tempo (verbale)?

Manda i miei saluti a tutti
ottobre 19, 2007

E cosi’mentre adolescenti greci a decine impazzivano d’amore per la lingua italiana, io mi muovevo incredula verso lo scranno della mia italica cattedra. Te l’ho detto, no, che sono un’insegnante di italiano? Questo significa che:

  • in classe parlo greco

  • quel che dico e’ un imparaticcio a memoria. quel che vi dico vi deve bastare.

  • nonostante cio’ qualche studente filoitalico rompiballe con la sindrome da primo della classe ritiene non esaurite le questioni grammaticali cosi’ come da me illustrate e mi pone interessanti quesiti che faccio fatica a comprendere.  che hai detto? come dici?  puoi ripetere len-ta-men-te per favore?

Dunque per evitare l’inversione dei ruoli nella mia classe e sotto la mia giurisdizione vige il divieto di porre domande alla professoressa. si dice metodo di apprendimento intuitivo.

Dell’amore, cosa vuoi che ti dica? al solito. ah, ultimamente costringo il fidanzato a dormire sul divano letto perche’ c’e’ la televisione. lui per questo mi odia. di notte mi tira via la coperta e  il pertugio intercosciale a beneficio dei miei piedi e’ da tempo un sigillo impenetrabile. dice che per dormire c’e’ apposta la camera da letto. stupido borghese conformista.  

Stupidi maschi che non volete crescere
ottobre 18, 2007

Ti alzi dal letto di notte pensando di non esser scovato, che le tenebre possano coprire la tua isterica processione verso il computer, povero ingenuo, io ti sento ti annuso io so sempre dove sei cosa fai, allora dunque torna a letto su da bravo con me, seguimi, razza di drogato. sempre davanti a quella internet. adesso e’ l’ora di dormire. e poi. non penserai mica di fare il dj il fine settimana? no, perche’ l’hai voluta tu la vita di coppia la spesa al supermercato insieme, io che compro il latte di soia e tu le birre, non lagnarti sai, vedrai come e’ buono il latte questo qui e il sapore di soia manco lo senti.  E ancora, li hai voluti i fine settimana con la fidanzata che si fa all’amore si guarda un film e poi si esce con i nostri amici, te lo ricordi quanto era brutta la domenica quando te ne stavi tutto solo e rintanato davanti al tuo maledetto computer? che era vita quella? e allora, non mi pare il caso di scegliere un sabato per mettere i dischi. secondo me e’ meglio un martedi’ sera. siamo d’accordo? ora dormi. si sotto il piumone che son freddolosa e quando scopri i piedi bada a non scoprire anche i miei eh.

Io, guarda, ce la metto tutta
ottobre 10, 2007

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Come italiana all’estero sono un fallimento. Odio invitare gente a cena, sono pigra, della pizza mangio solo il condimento e non tifo per nessuna squadra. Non sono dunque in grado di rappresentare degnamente il belpaese e, specialmente nella stagione autunnale, sono piuttosto priva di  buonumore fascino e allegria.

La vita di coppia puo’ essere stimolante, essa pero’, a volte si trasforma in un teatro di timori  in un reticolo di recriminazioni taciute, tanto da sviluppare la cosiddetta fobia della gita domenicale. Questo perche’ la differenza ontologica tra i sessi si appalesa soprattutto su questioni come l’entusiasmo domenicale.

Amore, che ne dici di un’escursione in montagna? Di un bagno alle terme? Pranzo al sacco e videocamera e, a proposito, sai dove ho messo la borsa termica? E’ su episodi del genere che la coppia prima o poi si inceppa. L’appassionato matura un certo rancore verso il disinteressato che a sua volta sviluppa un senso di colpa che gli rendera’ impossibile qualsiasi entusiasmo. La coppia barcolla.

Ma e’ottobre, non sarebbe meglio qualcosa di meno impegnativo? Voglio dire, rassegnamoci e basta alla nostra esistenza cittadina. Noi siamo per i cinema la pizza i dvd, proprio tu, poi, che hai di corsa abbandonato le pendici montane del tuo paese per la metropoli, dico, proprio tu adesso hai quell’urgenza urbana di vincere il tedio borghese con interminabili processioni in inclinate posture?  

Io, mi dispiace, sono del tutto priva di qualsiasi nonchalance postfreak. Per quanto mi sforzi di riesumarla dai miei trascorsi nel mondo del teatro amatoriale l’unica cosa che al limite posso fare e’ il campeggio libero sempre che sia agosto e che abbia con me la scorta di  fazzoletti preumidificati. Tutta questa ruralita’, il sentiero irto, il bagno all’aperto, voglio dire e’ ottobre, non credo, sai, che riusciro’ a farcela. Credo, inoltre  che la montagna non faccia per me, me lo sento, inciampero’ su uno sterco di vacca e, infine, credo che uscendo dalle terme, mi pigliera’ un accidente. A parte cio’, sembra un programma divertente.

Lui non dice altro che smettila. La smetto immediatamente, nella dialettica relazionale non si può essere oppositivi o almeno non così tanto da permettere aperte accuse di pigrizia e di scarsa vitalità. La coppia e’ salva. Ma come italiana all’estero ho deluso tutti, lo so.

 

Wendell Borton loves Otto Mann
ottobre 4, 2007

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Wendell Borton       Otto Mann

Io il mercoledi’ sera vado a letto presto che ho la sveglia alle otto. Piglio un dvd e mi ci addormento davanti. Ho bisogno di almeno otto ore di sonno che altrimenti sto male. Quando salgo sull’autobus ingollo subito subito una xamamina per non vomitare ma ugualmente arrivo a casa bianca come un cencio.

Invece.

Il mio fidanzato se ne frega dei ritmi borghesi, puo’ salire sulle montagne russe dopo essersi bevuto un litro di birra scura e non fare una piega.  Dorme quando gli pare quando ne ha voglia. Lui, che e’ un dj acclamato e baciato dalle fans, torna alle sei dopo essersi fatto adorare dalle folle e si fa un panino. 

Ieri notte.

Mangia un sandwich melanzanaeprosciutto, poi si viene a stendere accanto a me sul letto. Ci baciamo che’ ci si ama. Amore, e mi bacia, sai di pappetta e di vomitino di bambino. Esattamente cosa intendi dire? Poi mi piglio una gomitata perche’ ho messo la faccia troppo vicino al suo braccio. Cosi’ mi vien da piangere e piango. Vado nell’altra camera che son troppo sfigata. Lo sento di la’ che russa.

Stamattina.

Mi dice che no, non so di vomitino e che mi porta a pranzo fuori.

Ecco. Questo episodio di vita di coppia testimonia come gli opposti si attraggano e subito mi sento un po’ meglio.