una specie di felicità
novembre 6, 2010

ci vuole un’ora e mezzo per andare da salonicco al secondo piede della penisola calcidica, il più bello. novembre è pieno di foglie rosse e non ci sono i turisti a sciupare il paesaggio. porti l’asciugamano, lo porti così, magari -pensi- magari ti stendi un po’ finchè batte il sole. cerchiamo la spiaggia di revithi -significa cece, come il legume sì- ci perdiamo, fa niente ogni spiaggia è bella a novembre, ma è novembre mica puoi fare le cose che facevi d’estate, il bagno no, sei matta? non ci pensare nemmeno. però chissà quando ti ricapita. anche tu preferiresti stenderti  e bere un po’ di rakì ma chissà quando ti ricapita. metti un piede nell’acqua e senti una specie di felicità: è calda -no calda no, ma è come certe mattine all’alba di agosto- e allora ti vien da dire uh ma è calda è davvero calda, tu freddolosa, tu regina delle donne a metabolismo lento che dormi con il piumone anche d’estate, ma non ti vergogni tu a fare il bagno solo perchè è la grecia e la grecia è ormai lontana? come se fosse la solita cosa,  come se fosse tutto come prima? e allora senti una specie di ferita, qualcosa a che vedere col mare, il sale, non sai bene. e quindi entri in acqua ma è novembre e senti una specie di felicità.