Archive for the ‘professionalita’’ Category

Signorina?
ottobre 26, 2009

psycho_l

Ti piace il tuo lavoro?
Sì guarda da matti, col mio capo    facciamo un sacco di giuochi divertentizzimi.
Per esempio?
Per esempio facciamo adesso siamo poveri.
Sembra divertente.
Lo è. Per esempio se accendo l’aria condizionata, tempo due minuti lui corre nella mia stanza.
-signorina.
-sì.
-che facciamo?
-eh, che facciamo?
noi non accendiamo l’aria condizionata. costa. sa, noi spendiamo troppo.
– eh ma io freddo.
– signorina lei è l’unica che mi accende l’aria condizionata, perchè noi invece non abbiamo freddo?
– eh ma io essere unica che avere stanza senza termosifone.
– la smetta perdio di scaldarsi con l’aria condizionata, sì?
E poi c’è adesso facciamo che tu sei la segretaria ed io il padrone del mondo ahahah.
– signorina mi è arrivata questa multa qua.
– eh.
– non la voglio mica pagare.
– ah. possiamo fare riscorso al prefetto.
– sì brava, chiami il prefetto e gli dica che sono un cavaliere della repubblica.
-ma come ma io mica…
-e un console, sì sì dica che sono anche un console.
-sì però non posso mica…
-oh che palle signorina che mi fa venire insomma io quella multa non la pago!
Adesso facciamo che non ci sono.
-signorina, non ho mica voglia di andare all’appuntamento di tizia, la chiami e le dica che l’avvocato è mooolto impegnato in tribunale che ne avrà fino alle sei, no alle sette dica.
-va bene.
Chiamo. Disdico.
Adesso invece facciamo che ci sono.
-signorina ci ho ripensato, mi chiami tizia e me la passi.
-ma.
-me la passi.
-le ho appena detto che è in tribunale.
-ma io ci ho ripensato. voglio parlare con tizia.
-magari se la chiama lei dal cellulare…
-cosa.
-magari poi tizia pensa che lei sta in tribunale.
-sì ma se la chiamo io poi che gioco del cazzo è questo, no?

No no, il lavoro è bello e ci si diverte.
Sono io che sono negata per i giuochi di ruolo.

Annunci

raccapriccio balcanico (con annessa colonna sonora)
maggio 11, 2009

ora che l’han fatto cavaliere, il mio capo non sa che fare. è un problema, cioè, come si terga: “cav. avv.” o “avv. cav.”?  e come ci si presenta al pubblico: “piacere, cavaliere avvocato” o “avvocato cavaliere”? senza contare poi il console, il tesoriere, il diritto pascolatico e tutte gli altri scudi gentilizi che ha collezionato nella sua vita da barone.
sarà ridondante? che dice? dove lo infilo adesso cavaliere, eh? senta, per cortesia, mi faccia una ricerca, è un lavoro importante, non creda: si tratta di chiedere in giro, veda un po’ sull’internet, insomma,  lei che è intelligente mi scopra dove mi si posiziona ora il cavaliere nella mia sfilza di blasoni. conosce mica qualche cavaliere lei?
delusissimo dalla mia scarsa dimestichezza con la materia e col jet set, mi liquida infine con un’ultima richiesta.
signorina, dobbiamo comunque pubblicizzare la cosa. senta, facciamo così: quando risponde al telefono faccia finta di confondersi, dica adesso le passo il cavaliere…oh, no volevo dire l’avvocato. anzi, meglio, dica una volta le passo l’avvocato ed un’altra le passo il cavaliere. intanto che completiamo la ricerca.

abbastanza paura
febbraio 27, 2009

la mia collega di lavoro mi fa abbastanza paura, si.  stamattina è entrata in cucina e s’è messa ad urlare “cos’è questo zucchero qui per terra?”. l’altra ragazza s’è saputa difendere prontamente: “ah, io non uso zucchero”. non rimanevo che io, la povera italiana scema che si fa fatica a farle capire come vanno le cose da queste parti, un po’ per via della lingua, che si prova ogni tanto ad andare da lei e raccontarle qualche barzelletta in greco ma quella deficiente rovina sempre tutto che mentre racconti ti ferma in continuazione “che significa questo, che significa quello” e che due palle. e comunque dopo che uno si fa il culo per spiegarle tutto, almeno ridi cretina.  d’altra parte, fatti suoi se non vuol socializzare ma la politica di questo studio legale è meglio che le entri in testa.  che se la donna delle pulizie va in ferie noi si pulisce lo studio, il lunedì mattina, prima che arrivi il capo. perchè credi che assuma solo collaboratrici  femmine eh? che se la sua gnocca di turno ti chiama “sono sotto lo studio, venite a caricare un po’ di cose dell’avvocato” noi lo si fa, gli sci, gli scarponi, la merenda, mettiamo tutto dentro senza sbuffare  ed auguriamo alla coppia presidenziale un felice viaggio. capisci? capito cretina?

Io ho abbastanza paura, si.

diabolica vendetta, il mio secondo nome è satana
febbraio 17, 2009

c’è questo italiano qua,  il signor Rosario, che mi hanno rifilato spacciandomelo come importante cliente, in realtà ovviamente è un petulante scassaminchia.

appena ha saputo che gli avevano assegnato un avvocato femmina ha dichiarato: “il cervello di voi donne fa le bizze, chè vi sentite sempre sole, è colpa delle vostre sinapsi uterine”. “forse è un genio”, ho pensato sul momento.

comunque poi se n’è fatto una ragione ed ora sta sempre sempre con me, che coi greci ha un pregiudizio peggiore che con le donne e allora, lui, coi greci non ci parla e, anche se son donna, parla solo con me.  resterà fino a sabato ma io, invece di odiarlo e disprezzarlo, io non sento più quel vuoto pesante della città muta. per esempio di quando tendo l’orecchio per infilarmi nelle altrui conversazioni da autobus  e non capisco nulla che, se borbottato, il greco tende a sfuggirmi.

certo, ora sento quel pieno pesante del signor Rosario che  mi  vuole parlare  a tutte le ore: “avvocato sono già davanti al tribunale”.
“ma,  ma come? sono le sette!”.
“eh, mi volevo avvantaggiare. che faccio, la aspetto?”.
“ma, sono le sette”.
“non importa, io la aspetto uguale”.

“avvocato, devo andare in bagno”.
“guardi, in qualsiasi bar”.
“ma come glielo dico devo andare in bagno?”.
“dica tualetta”.
“come?”.
“tualetta”.
“che nome cretino”.

“avvocato, sono qui al ristorante, sa mica come faccio ad ordinare? senta le passo un secondo il cameriere ci dica perpiacere che voglio un riso bollito con un filino d’olio”.

allora poi gli ho ordinato la famigerata salsa all’aglio, la skordalià , con un accompagnamento leggero di cozze al sugo.

fottuto genio
febbraio 16, 2009

per un lunedì più soft
altre geniali invenzioni

Edizioni Gallivantis presenta: Il manuale del semplice approccio
aprile 11, 2008

Con le donne sei sfigato, sei una merda con gli approcci, non capisci le regole fondamentali, per far colpo credi ancora che basti citare Narciso e Boccadoro e mettere occhiali da sole a specchio. Le donne ti odiano.

Compra oggi stesso il manuale del semplice approccio. Identifica il tipo di uomo che sei e segui le indicazioni. Troverai la tua anima gemella. Infallibile.

se sei interessato continua

Il padre dei vizi
febbraio 12, 2008

bientot.jpg

M’han fatto storta. Io volevo stare quieta ed in posizione orizzontale e dicevo guardate che anche i romani antichi facevan il tifo per l’ozio ma loro, con sguardo sbieco, m’han spiegato che no, che l’ozio non e’ mica la pigrizia.  Per cui ieri, in preda ad una specie di inutile senso di colpa congenito -il retaggio cattolico me l’ha innestato nel dna e poi il superio di paterna matrice l’ha nutrito giorno dopo giorno- e galvanizzata da una passeggera fiducia in me stessa, ho accettato un terzo lavoro.

Io non volevo. Eh, caramia, ma che volevi fare? Lo sai quanti anni hai? Sei piu’ grande di Sharon Stone quando ha girato Basic Instinct. E lei e’ stata una tardona. Per cui, rassegnati, l’artista non la puoi fare, la speculazione non la puoi praticare e di ozio non ci puoi vivere. Han ragione loro: devi lavorare. E poi, scusa se te lo dico, ma come speculatrice sei una segaccia.

Cosi’ domani comincio il terzo lavoro ma in fondo non e’ mai troppo tardi, voglio dire, la speranza e’ l’ultima  a morire e magari non si sa mai, in fondo, mai dire mai.

Sara’ un fallimento
febbraio 11, 2008

Sono qui a guardare Ratatouille e mi sento meglio. Mercoledi’ dovro’ andare a salvare il mondo dalla catastrofe. Ho lavato il mantello. Sono quasi pronta.

-Lei e’ esperta in materia di fallimento? -Beh, via. -Se la sente di assistere ad una riunione del consiglio di amministrazione  il mio miglior cliente miliardario? -Fico. – Sono in gioco somme grosse, contiamo su di lei. – Oh, suvvia…  -Diciassette milioni di euro.

Quindi ora smettila di piagnucolare, potevi dirla la verita’, no? Potevi dirglielo avvocato scusi tanto ma a parte la cosa di salire sull’aereo privato di rockefeller di tutto il resto sono incapace. Quindi adesso non ti rimane che vederla cosi’; se un topo puo’ essere un grande chef, anche tu puoi prendere un aereo con rokfeller, andare alla riunione, parlare di opzioni su azioni, revocatorie fallimentari, parlare a giudici delegati, curatori, giusto?

-Giusto? -Zi.  -Meglio? -Zi. -E poi, fattelo dire, col mantello stai una favola.

Manda i miei saluti a tutti
ottobre 19, 2007

E cosi’mentre adolescenti greci a decine impazzivano d’amore per la lingua italiana, io mi muovevo incredula verso lo scranno della mia italica cattedra. Te l’ho detto, no, che sono un’insegnante di italiano? Questo significa che:

  • in classe parlo greco

  • quel che dico e’ un imparaticcio a memoria. quel che vi dico vi deve bastare.

  • nonostante cio’ qualche studente filoitalico rompiballe con la sindrome da primo della classe ritiene non esaurite le questioni grammaticali cosi’ come da me illustrate e mi pone interessanti quesiti che faccio fatica a comprendere.  che hai detto? come dici?  puoi ripetere len-ta-men-te per favore?

Dunque per evitare l’inversione dei ruoli nella mia classe e sotto la mia giurisdizione vige il divieto di porre domande alla professoressa. si dice metodo di apprendimento intuitivo.

Dell’amore, cosa vuoi che ti dica? al solito. ah, ultimamente costringo il fidanzato a dormire sul divano letto perche’ c’e’ la televisione. lui per questo mi odia. di notte mi tira via la coperta e  il pertugio intercosciale a beneficio dei miei piedi e’ da tempo un sigillo impenetrabile. dice che per dormire c’e’ apposta la camera da letto. stupido borghese conformista.  

Perche’ io sono una persona brillante
agosto 29, 2007

Stavo seduta sulla mia scrivania da avvocato e pensavo ad un modo per farmi accettare dagli ellenici colleghi, per mettere in chiaro che si, non parlo la loro lingua, non sempre li capisco, ma che ecco, questo non significa che io non sia intelligente. E spiritosa. Sagace.

No avvocato, non si faccia trarre in inganno da ieri quando prima, con fermezza le ho comunicato che avevano tolto la fermata dell’autobus davanti al nostro studio e poi, affacciandomi alla finestra, io non so come sia successo, quella era di nuovo al suo posto. Che colpa ne ho io se l’amministrazione comunale si diverte a fare le cacce al tesoro, no? E quando poi, intronita sul mio sedile da professionista, ho fatto quella battuta che non e’ stata compresa. Posso usare il suo computer signorina? E va bene, per questa volta faccia pure avvocato. Gelo. E’ che lei non capisce l’ironia italiana. E va bene, per questa volta faccia pure avvocato e risata.

No ecco, vede, io sono pur sempre un ottimo elemento per il suo studio. E non pensi che sia, come dire, poco attenta, distratta o, ancor peggio, cretina. No no, no, questo non lo deve pensare. Perche’ io sono una persona brillante. E glielo dimostrero’.

E dunque dicevo, poco fa, stavo ragionando su come evidenziare le mie doti intellettuali ed ero tutta presa da questa cosa. Entra l’avvocato. Buongiorno avvocato, tutto bene? Bene signorina grazie, senta mi scriva una lettera cosi’ e cosa’ per quella cosa li’ che sappiamo. Certo, sara’ fatto, non ne dubiti. 

Perche’ puo’ capitare a tutti, pensavo, di perdersi una fermata dell’autobus, la nebbia, lo smog, lo stress della vita metropolitana, e io che c’entro?

Entra l’avvocato. Buongiorno avvocato come sta oggi? Mi guarda storto. Cosa ha da fissarmi in quel modo? L’ho solo salutato, allora qui non c’entra niente che mi perdo le fermate o che faccio battute incomprensibili per le elleniche sensibilita’, qui si respira un’aperta ostilita’ nei miei confronti. Signorina guardi che mi ha gia’ salutato dieci minuti fa. Ah. ecco. Si. Giusto.

Ma ero assorta, concentrata, cercavo per l’appunto una maniera per sottolineare la mia intelligenza. E’ che in Italia si e’ zelanti avvocato. Tutto qua. Ed io scema non sono mica. Perche’ io sono una persona brillante.

La prego non mi licenzi.