natura una sega

-dobbiamo cavalcare l’onda- mi fa lui in preda all’eccitazione da palcoscenico -tu non capisci, questa è la nostra occasione per diventare famosi, ma non lo vedi come tutti adesso ci cercano ci vogliono, tutti a dire per favore potreste dirci due parole sulla crisi greca e poi guarda -t’avverto- forse è il caso di trasferirsi ad atene che il corrispondente si fa meglio da laggiù dove son più riottosi dove c’è il sangue, l’azione, la mischia.
-tu mi vuoi fregare- gli faccio alzando il sopracciglio -si era detto che domani andavamo a kastorià col lago la taverna la natura.
-come. il lago. la taverna- mi guarda con occhi pieni di veleno -tu allora non capisci.
esco dalla stanza.
mi insegue.
-fuori c’è la rivoluzione e tu, il lago la taverna? domani è il primo maggio.
così mi spiega come sia immorale darsi alle gite fuori porta in un giorno tanto importante, senza contare l’alta probabilità di incappare in un qualche scontro molotov sangue mischia.
-la gente vuole sapere, dobbiamo documentare con il nostro sguardo vivo ed attento.
così il primo maggio siamo in mezzo a vecchi del KKE (fotine) coi loro giovini e rivoluzionari nipoti e vecchie che hanno approfittato della fiera dei fiori e che, a fianco della bandiera, si portano appresso le piantine di geranio.
nessuno spacca niente; lui, con le dita che fremono sul suo iPhone d’assalto, ci rimane malissimo -greci fottuti, sempre a fare casini e oggi non mi spaccate nemmeno un vaso eh?- e se ne torna a casa con la coda tra le gambe.

ma il problema non è questo.
il problema è che, come sempre quando un desiderio viene messo da parte, poi questo si ripresenta centuplicato.
ed io, allora, il giorno dopo mi sveglio con una voglia matta di passeggiata in montagna, ma mica uno di quegli spunzoni sfigati della penisola calcidica, no: io voglio il monte olimpo, voglio un sentiero difficoltà dieci, voglio indossare un cappello di paglia e camminare, sudare, bere litri d’acqua di fonte, mangiare carne di cervo con le erbe, questo voglio io.
così ci siamo. procediamo, ciascuno sospinto dalle reciproche ossessioni -lui assecondare la moglie, lei vedersi risarcita di un primo maggio sòla.
procediamo per ore -cinque, sei- lungo quei sentieri di montagna a fare i bucolici, lui che scatta foto ai rospi e fa amicizia con bestie pulciose (fotina), lei che non sente la stanchezza -quando l’urgenza del risarcimento fa andare oltre le proprie possibilità.
nessun dottore può dirlo con esattezza.
-signora, può essere tutto- l’acqua di montagna, la bestia con la scabbia, la natura ad oltranza, chi lo sa -ora ingolli cortisone ed antibiotici per una settimana però.
così ora guardo le mie bolle pruriginose da orticaria e disinfetto le placche alla gola da sforzo e niente, penso che la natura una sega.

qui le fotine

Annunci

3 Risposte

  1. ecco, mentre leggevo mi smbrava proprio di essere nel mezzo dell’azione!

  2. anche lei ha comprato una piantina di geranio?

  3. no, di campanule: hanno l’aria meno “coltivata”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: