Sono andata da Madame Damiana mi ha detto che sto per morire

Da un po’ di tempo Silvia, la mia Silvia, è cambiata. Non è più lei. D’un tratto, abituato com’ero a sentirle dire cose tipo che vuoto che ho dentro, ha smesso di lagnarsi, sembra felice.

Il mese scorso mi fa: “Mario io vado da Madame Damiana a farmi predire il futuro”.
“Chi è Madame Damiana amore?” domando.
Stava quasi per uccidermi, mi ha urlato: “SEI IL SOLITO CINICO CHE NON CREDE A NIENTE!” ed è uscita sbattendo la porta.
Quando torna mi fa: “Mario, Madame Damiana mi ha fatto una diagnosi mortale, la prossima primavera sarò morta”.
Questo fatto l’ha ovviamente turbata.

“Ora è tutto diverso per me, Mario, non riesco più a vedere le cose come un tempo”.
“Silvia, amore, non fare così magari Madame Damiana s’è sbagliata no?”.
M’ha fulminato con lo sguardo.
“MARIO PERDIO MA NON CREDI PROPRIO A NIENTE TU EH?!”
Non ho più fiatato.
Così ora dice che cerca qualcosa di più.
Cosa vuoi che mi freghi di andare la domenica all’outlet se sto per morire.
Cosa vuoi che me freghi di farmi la manicure se sto per morire.
Cosa vuoi che mi freghi del tuo Circolo della Vela di merda.
La faccenda l’ha costretta a rivedere le sue priorità.
Si è iscritta ad un corso di scrittura creativa.
“Quando stai per morire non pensi alle conseguenze” mi ha detto oggi.
“Amore, tu non stai per morire”.
“Sì invece. Per cui adesso ho intenzione di spassarmela. Mi sto viziando, capisci?  Niente dieta, solo gelati tortine di carota e caffè double shaken tutto rigorosamente di Starbucks. Portami da Starbucks”.
“Ma Silvia amore, non capisco. Perchè bisogna fare tutta quella strada per una cosa che abbiamo già in casa?”.

“OCCRISTO MARIO!” mi ha urlato all’orecchio “inutile e coglione marito!”.

Allora ho preso la macchina e siamo andati dove voleva lei.

Così poi si è calmata.
Non solo. Sorrideva.
“Sai Mario, adesso io mi sveglio felice. Di’ lo sai perchè? No, non ha nulla a che fare con quella stronzata dell’equilibrio psicologico.Ieri sera mi sono sparata trenta gocce di Xanax, ti sembro equilibrata? No, sono felice perchè finalmente adesso la mia giornata ha un senso. Starbucks. Sì. Sai, la rincorsa quotidiana per soddisfare il mio desiderio, inutile resistere. Quello che ci neghiamo ritorna ingrossato. Ecco, guarda sta tutto scritto qua, è il manuale del mio professore di scrittura creativa”.
“Silvia, amore, ma un caffè è un caffè. No?”.
Si è messa a ridere.
“AHAHAH Mario AHAHAH come mi fai ridere Mario! NO CHE NON E’ LO STESSO! Manca il ghiaccio fatto a formella sottile. Manca il bicchiere di plastica con il logo. Mancano i dieci tipi diversi di zucchero. Grezzo. Di canna. Raffinato. Sottile. Aromatizzato. Alla vaniglia. Al cocco. Manca la catena, il franchising. Perchè la marca è importante, la marca è tutto.  Il grado di bontà di un prodotto è direttamente proporzionale alla sua quantità di grassi saturi. Che a sua volta è direttamente proporzionale alla multinazionalità dell’impresa produttrice. Più grande e disonesta è l’impresa produttrice tanto migliore sarà la manipolazione dei sapori, l’ingannevolezza della confezione, il camuffaggio degli ingredienti nocivi HAI CAPITO ADESSO MARIO EH?”.
Allora poi ho capito. L’ho lasciata parlare.
“Per cui quando scelgo un prodotto, io lo voglio che sia in grado di plagiarmi e siccome non sono per niente stupida, ci sarà bisogno di un background pubblicitario milionario per creare la suggestione. La suggestione è tutto CAPITO ADESSO MARIO EH?!”.

Ho capito. Lei è felice. Se non parlo. Ho lasciato le chiavi della macchina e me ne sono andato via.
“Io sono figlia del consumismo. M’han svezzata con pappe liofilizzate per cui mi fa schifo il gusto genuino, il cibo biologico, fanculo il tofou, i sapori privi di conservanti, senza quel retrogusto dolciastro da additivi e catene di amminoacidi CAPITO ADESSO MARIO EH!?”.

Ho preso la mia vecchia bici, erano anni che non ci andavo a fare un giro. Sono arrivato fino al mare e niente. Sto qui. Aspetto.

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16 Risposte

  1. ode al consumismo notevole

    • non guardi me eh, io aborro il consumismo

  2. Allan Bay in Cuochi si diventa 2, dopo tentativi su tentativi a base di san marzano fresco e basilico ligure riesce a convincere completamente la sua amica tedesca con pasta e pomodoro a pezzi knorr.
    Ma senza andare lontano, a Lucia se non sa di dado il pollo non sa di niente.

  3. io l’hamburgher se non è di plastica non lo mangio

  4. ma prima di salire in bici avrà gonfiato le gomme (dopo anni…)?

  5. qui l’autore spera nell’effetto “sospensione della realtà”

  6. povero Mario

  7. Mario ama e fa in modo di essere sottomesso ma allo stesso tempo non può ammetterlo perchè altrimenti non sarebbe più giogo ma malattia.
    Quindi sì, povero Mario

  8. mi viene quasi da piangere per lui, guardi. non capisco nemmeno tutta questa mia empatia (sia detto in senso non greco). malato lui, malato il rapporto. e lei gotta be strong

  9. lei, gotta per lo più.

  10. che sfiga dove sono io non c’è starbucks!

  11. la grecia è avanti

  12. io odio i polli ruspanti, con la carne che non si stacca dall’osso.

  13. il pollo deve essere tondo piatto e panato

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