l’avvocato, l’impianto demo e la signorina silvia

ora, non vorrei sembrare un tantino ossessionata dal – mio – capo – che – è – diventato – cavaliere – li – mortacci – tua – come – mi – rompi – i – coglioni – sbucciasugari – di – sto’cazzo (pardon)- che una mattina di luglio mi fai chiamare il quirinale (si, esatto) per sapere dove si possono comprare le insegne del tuo titolo di merda e che comunque tutte le mattine mi tocca  rispondere per te al telefono e dire robe che mi vergogno come una ladra e che non so per quanto ancora potrò continuare, robe tipo “un attimo prego, le passo il cavaliere avvocato” “buongiorno, studio del cavaliere avvocato” “eh, non so se il cavaliere avvocato sarà d’accordo” “no, il cavaliere avvocato non c’è. lo trova dopo, il cavaliere avvocato” mi hai fatto venire l’angoscia, capito?

così il cavaliere avvocato venerdì mi dice “sa, ho avuto un idea”.
“ah” faccio io.
“senta qua che ideona che m’è venuta”.
sono tutt’orecchi.
“ora. lei sa che devo mettere un nuovo impianto di condizionamento”.
“si”.
“e che lo dovrei pagare venticinquemila euro”.
“eh”.
“ecco, io ho deciso che non lo pago. sa come?”.
no, ma incomincio a sudare freddo.
“ora lei mi telefona alla ditta che mi deve vendere l’impianto e gli dice che loro, a noi, l’impianto ce lo fanno demo”.
“intende dire gratis?”.
“gratis un corno! gli deve dire che siamo uno studio prestigioso e che loro son fortunati invece ad avere noi come clienti! anzi, guardi scriva scriva, prenda il blocchetto e scriva una lista di cose che gli dovrà dire. allora, numero uno, scriva, siamo uno studio prestigioso, scritto? che si trova nel quartiere più importante della città. numero due, scriva, lo studio è in una villa dall’architettura molto particolare, scritto?”.
“posso mettere liberty? mi farebbe sentire meglio dire liberty invece che architettura molto particolare”.
“ma mica è liberty la villa. no. è molto particolare. perchè scusi, non può dire molto particolare?”.
“si. posso”.
“bene. e ora, scriva, uno dei due soci è cavaliere della repubblica italiana. console della nuova zelanda. console di tutti i consoli onorari della grecia. nonchè, scriva, tesoriere della cassa della camera di commercio, scritto? bene ora telefoni”.
“ora?”.
“ora”.
“davanti a lei?”.
“davanti a me”.
prendo il telefono. chiamo. risponde una signorina con la voce squillante-alienato.
“salve. sono silvia come posso esserle utile?”.
l’avvocato davanti a me mi sta guardando. vado avanti. cerco di imitare quel tono di affabile dissociazione.
“salve. sono un avvocato di uno studio moolto prestigioso, sa? sa chi sono io? non lo sa eh? male signorina male. siamo molto prestigiosi noi, infatti -pensi- il nostro studio sta in una villa dall’architettura moolto particolare”.
l’avvocato annuisce compiaciuto, fa segno di continuare. la signorina, ammutolita nella sua raggelante affabilità.
“per questo infatti voi potreste istallare un impianto dei vostri, demo. a noi. che siamo uno studio prestigioso. e dall’architettura molto particolare”.
“capisco” fa la signorina.
l’avvocato mi incalza a finire di dire tutte le cose sulla lista: “dica, dica i miei titoli. glieli dica tutti”.
“inoltre…” faccio con vocina acuta.
“si”.
“lei non sa nemmeno, scommetto, con chi avete a che fare. l’avvocato…”
l’avvocato mi guarda corrucciato, correggo subito il tiro: “il cavaliere avvocato è…” prendo fiato, comincio: ” console della nuova zelanda. console di tutti i consoli onorari -pensi- della grecia…”.
“si si, ho capito” m’interrompe la signorina.
mi fermo. l’avvocato mi fa cenno di continuare, non posso mica saltare la parte migliore -tesoriere della cassa della camera di commercio nonchè cavaliere della repubblica- solo perchè tu, silvia, fai la stronza e non hai voglia di lavorare, ti pare? fammi finire. continuo: “si, aspetti un attimo che finisco sa” e così allora poi l’elenco lo finisco tutto, diamine silvia quanto sei poco professionale, sto lavorando anche io ed il tozzo di pane, non penserai mica di essere l’unica a dovertelo sudare con quella tua vocina da alienata, si? quindi, silvia, perdio, lasciami finire l’elenco, no?

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8 Risposte

  1. signorina, lei ha bisogno di una vacanza. e anche il cavaliere, credo.

  2. Per il cavaliere avvocato una penoplastica additiva, magari si cheta.

  3. magari. speriamo. ora gliela ordino su postarmarket.

  4. un incubo.
    avresti dovuto fingere di parlare con qualcuno!

    sun

    • si un incubo perdio un incubo UN INCUBOOO.
      mi scusi.

  5. io so che è tutto vero… …pure io tengo “il cavaliere”, forse tutti ne hanno uno, o no!?

    • mi sa che non ne hanno tutti uno. di cavaliere intendo.

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