Sola con io

Il film di Banderas mi ha fatto cagare. Ora. Pure tu. Dice vado a vedere un film al Festival. Va bene. Sei una tipa tosta. Anzi, guarda sei piu’ tosta te che ci vai senza addobbarti con la divisa distrattamente cool da finto povero. Perche’ non ti serve, perche’ tu hai  capacita’ critica a prescindere, hai codici estetici ben delineati, per esempio, dimmi, ci vai al concept store specializzato in sushi e merletti? No. Appunto. Però il sushi non ti nego che mi piace. No, guarda il sushi per la tua immagine non va bene in questo momento storico. Lascia che passi la moda e poi vacci quanto ti pare a mangiare i pesciolini ritagliati e crudi. Ma prima che vengano riabilitati dal vintage eh. La tua cultura. Tu hai la tua cultura. Nascosta e discreta. Hai, come dire, hai il fascino discreto della borghesia. Oh! Che tipa divertente e sagace che sei! Mi fai ridere con le tue citazioni leggere come un albume montato a neve, brava brava. E non ti pigli mai sul serio, brava. Mi piaci mi piaci. Clap clap.

Dice vado a vedere il film di Banderas. Ah. Ma allora. Pure tu. Poi non ti lamentare se il film faceva cagare no? Che per caso hai visto in sala qualche abito nero e trasandato? No. Studenti del Dams? Non mi pare, no. Anarchici?  Piercing? Cappotti cappottini scialletti? No, veramente no. Dice il biglietto per Banderas era gratis. Allora poi stai zitta. Che ci vuoi fare pure un post? Vuoi indignarti? Fare la supponente? Ma stamattina non hai da lavorare? E quel contratto per gli svizzeri?

No. Voglio parlare male di Banderas. Mah, io non son d’accordo. E’ come dire ho mangiato seppie e piselli alle tre di notte, stamattina mi sento appesantito e per questo redigero’ il manifesto contro le seppie e piselli (che peraltro buone eh, ma alle tre di notte, pure tu).

No, scusami, lasciami fare che il blog e’ mio e ci scrivo quel che mi pare, fammi dire, fammi dire. Che un poco di critica che ci vuole, guarda qui, guarda. Per esempio la rottura di coglioni della voce in sottofondo che recita in continuazione Dante, no, dico, Dante, si dice una voice-over che si fa carico di troppi sottotesti;  le due palle dell’interminabile ralenty e’ un ingiustificato sovraccarico retorico. Ah, pero’ ci sai fare, ci sai fare. Brava, non male, brava.

Anche tu sei un interlocutore interessante, dimmi, ti piace quello che scrivo? Bello, bello. E dimmi, che ne pensi della vita dopo la morte? Bello. Bello. La morte dopo la morte invece brutto. Brutto. Ma dopotutto, anche se fosse, non ci muore mica nessuno. Risate. Sagace. Sagace. Mi piace la tua compagnia. Oh, si anche a me. Anche a me.

E della pena di morte, che ne pensi della pena di morte? Brutta. Brutta. Dico, nessuno puo’ togliere la vita a qualcuno, giusto? Solo Dio te la da e solo Dio te la toglie. Anche se. Anche se? No, niente. Come niente? No, era una battuta scema, niente di che. Ma dai, son certa che è fantastica. Avanti, su avanti.

Anche se a me, personalmente, anche molte donne me la danno. Clap clap. Applausi. Risate. Che risate. Stiamo bene io e te, no? Senti, che ne dici di sentirci più spesso? In bocca al lupo per tutto, Non sparire mi raccomando, Ci sentiamo.

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8 Risposte

  1. Le volevo umilmente far notare che con il sushi vintage si va di corsa al policlinico per una lavanda gastrica, ammesso che ci si arrivi in tempo, ché, come Lei ben sa, il pesce dopo tre giorni puzza come l’ospite d’odore…
    Ed ora un quesito per la persona di mondo: andare al cinema in primo spettacolo, che si paga meno, vestito con normalissimi jeans e felpa, senza sgranocchiare nulla, felpato quasi, senza neanche l’orecchino sinist-dest regolamentare, è da inadeguati?
    La ringrazio sentitamente e Le porgo distinti ossequi

  2. L’ANGOLO DI PATTY
    rispondo con piacere al suo quesito caro lettore.
    Vede,lei è così inadeguato, cosi’ sciatto, così poco attento alle questioni estetiche che ha fatto il giro e si è portato avanti a tutti. come ascoltare gli 883 tre anni fa. lei è un precursore.
    e quanto al pesce vintage, mi creda, verrà anche il suo tempo.
    continui a seguirci.
    con immutata stima.

  3. a causa di una moretti doppio malto da 66cl che ho avidamente ingurgitato a stomaco vuoto ho letto il post e non ho capito nulla. ora rileggo.

  4. andrea non ti preoccupare non e’ la moretti, anzi quella avrebbe dovuto aiutare. sono io, temo.

  5. La capisco, oh, se la capisco, se non la capisco io, allora chi.
    Questa cosa del dialogo, dico.
    E’ importante, il dialogo.
    Prima ci si parla, ci si comprende, e solo dopo, eventualmente, si spara.
    Ma più importante ancora è il dialogo interiore.
    Il mio è talmente interiore, ma talmente interiore, che pur tendendo l’orecchio non riesco a capire niente

  6. guardi, io l’ho risolta cosi’ col dialogo interiore. per andar d’accordo, io e te, su tre che ne dici una deve essere un complimento a me, detto chiaro e forte, senza ambiguita’. per il resto hai carta bianca.

  7. Lei è un balsamo per le mie insicurezze, madame…

  8. L’ANGOLO DELLE PROMOZIONI
    Gentile cliente se vuole abbiamo anche ottimi ristrutturanti, le facciamo un 3×2. per insicurezze più docili al pettine

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