L’amour petit

Non si sentiva tanto bene. Aveva bisogno di una pasticca. Per riflettere, per trovare il coraggio. Cosi’ s’era alzata nel cuore della notte ed era andata in bagno. Aveva passato il disinfettante e s’era seduta sulla tazza del water. Stava andando verso una farneticante vita di coppia e lei, solo lei, ne era l’artefice. Aveva maturato un congegno malato.

La maggior parte delle persone getta la spugna se non c’e’ l’amore. Lei invece no, lei  resisteva, aspettava, trasformava. Lei masticava senza ingoiare ed alla fine, soltanto alla fine, non prima, una volta terminata la triturazione, avrebbe sputato in faccia e con disprezzo quel bolo malinconico al compagno tremulo. Non sarebbe morta di fame lei, mai, non di mancanza ma di ripetizione, di masticazione semmai sarebbe morta.

Tra loro c’erano diversi problemi. Primo: lui aveva optato per un modello di vita inadeguato alla sua innata impronta modesta e piccina. Probabilmente la colpa era da attribuire alla suggestione che reca quel genere di umanita’ inquieta ma danarosa che supera i propri turbamenti iscrivendosi ad un corso di teatro e praticando un regime alimentare di tipo macrobiotico. La sua era un’esistenza di riparate finzioni. Falliva a tutti i provini. Ma questa era stata una fortuna. Infatti non s’era mai trovato a dover scegliere tra una tournee’ ed il suo stipendio fisso, tra il completo grigio armani ed una stabile emaciazione (avete mai visto un attore che non esprimesse sofferenza attraverso la magrezza?) riempita dalle pieghe di un maglioncino nero collo alto stile Camus.

Secondo: la loro vita sessuale era colma d’ansia. in particolare di lui le faceva orrore la sua pressoche’ totale mancanza si seme. L’orgasmo di quel maschio infelice si sarebbe detto anch’esso infelice. Grumoso ed asfittico, era uno gnocco di materia densa ed opaca. Splop. Sulla sua pancia. splop. e questo cosa sarebbe? E’ una nana bianca, e’ una dannata caccola, e’ un inutile splop sulla mia pancia. Non vorrai mica perderci del tempo per produrre questa palletta qui? Su avanti, ti do’ al massimo tre minuti, datti da fare e se puoi cerca di farlo in silenzio. Metodo e maniera.

Cosi’ quella sera non dormiva, era un po’ che passava le notti fissa sul letto, chiusa nel suo perimetro a contare le ore. E lui, lui, l’uomo con la pistoletta ostruita, la guardava goffa ed impacciata dall’insonnia e le rinfacciava il suo tormento.

Era giunto il momento d’accoppare quell’omino produttore di sperma concentrato. Cosi’ quella sera s’impasticco’ per bene, dopodiche’ prese la tagliola del loro menage e ce lo stritolo’ dentro. Lo disosso’ per bene, stock splasc schsssch, un braccino a destra ed uno a sinistra, le gambe tozze e corte, una di qua e l’altra di la’, stock splasc splasc schssssch, come una rosa macilenta aperta ai quattro punti cardinali, e intanto lui s’irrigidiva tutto, cosi’, grondando le ultime tocche di sangue, fuggi’, ogni pezzo per una strada diversa, per percorrere tutte le opzioni possibili, attore, ragioniere, alimentazione macrobiotica, dieta mediterranea, armani, Camus. E cosi’ furono entrambi felici.

Annunci

8 Risposte

  1. la parte finale sembra una scena di tarantino

  2. che pasticchette sono? così, giusto per sapere

  3. il disinfettante sulla razza del water??? che maniaca… il disinfettante sulla tazza del water di casa propria? no, non va bene… questo dimostra che non lo ama!no, non lo ama! hihihi Mimmi :o)

  4. Qua mi stai diventando un po’ postmoderna. Direi che il pulp l’hai superato, nonostante il cruento rito finale. L’importante, dico io, è che vinca l’amore. O almeno uno dei boli.

  5. artura, direi, se proprio, un tarantino dei poveri

    sig.miic, lei (la lei del racconto) è una ragazza infelice, invece lei (lei sig. miic), che è un brillante e realizzato scrittore, non ha di certo bisogno di tali pasticchette. in ogni caso trattasi d’estratto d’albero dell’angelo della morte che cresce solo qui da noi.

    mimmi la scena si svolge in uno squallido motel. comunque si, lei non lo ama.

    sig.fuochi lei mi lusinga, perchè, vede, io in realtà scrivo un pò a caso, ma accetto il postmodernismo che lei m’attribuisce.

  6. deve avermi preso per qualcun altro, uno molto più antipatico.

  7. l’estratto d’albero dell’angelo della morte?
    mai sentito nominare. sarà anche che non frequento le medicine naturali 🙂

  8. se l’è levato dai coglioni, no?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: