Italian pizza e poi anche una crisi di coppia ed un problema di lavoro

Sono ormai mesi che gli occasionali guadagni cominciano a non giustificare il lavoro. All’inizio quella di aprire una pizzeria c’era sembrata un’idea eccezionale, poco originale certo, dicevo io, i soliti italiani all’estero, ma poi il socio m’aveva fatto leggere un menu’ dei nostri futuri concorrenti e c’eravamo convinti. Scarpone (calzone). Pizza hot (con carne macinata). Pizza italia (con spaghetti alla carbonara). Razza di mistificatori. Principianti. Vi spezzeremo le ossa. Invece, per qualche inspiegabile motivo, il gusto semplice e genuino della nostra vera mozzarella non aveva fatto nessuna presa sui palati fini di questi inutili mangiatori di pizze taroccate.

Ma non credo che questa sia mozzarella. Come sarebbe a dire scusi? Questa qui non e’ mozzarella per certo, e’ filacciosa e ammolla la pizza, vede? Signora non e’ mica un crostino perlamiseria, la pasta deve cedere alla gravita’ ecchecazzo. Il giorno seguente la vecchia mi si ripresenta con il ghigno del vincitore morale sbattendomi in faccia, la spietata, una confezione di “mozarella itagliana”. Signora cristosanto, queste sono sottilette ma non le vede? La mozzarella e’ tonda e bianca, e’ buona e fresca, le sottilette invece sono questa piastra gialla di volgare formaggio. Non e’ che se mettiamo un’etichetta olio extravergine al piscio questo cambia le cose.

A quel punto il mio socio mi porta nel retro, beviti un sorso d’acqua e calmati. Vaffanculo a te e vaffanculo pure alla vecchia. Vaffanculo a tutti.

La situazione e’ molto tesa e la signora lascia per sempre il negozio con tre pezzi al rosmarino offerti dal diplomatico socio nel tentativo d’aggiustare le cose. Ma la vecchia gridava ancora vendetta, voleva rovinarci la strega.  Spacciano per mozzarella una palla di gomma e pisciano sopra le pizze.

Cosi’, in preda allo sconforto, decidiamo di andare a bere. Dico cose superpositive ed avvincenti gia’ dopo la prima birra e non tanto per la birra in se’ o per tirare su di morale il socio, in fondo l’idea della pizzeria era stata sua. Io avrei preferito qualcosa di allegro ed alcolico, che so, un bar con musica latinoamericana, dunque dal mio punto di vista se lo meritava tutto l’insuccesso.

La verita’ e’ che il silenzio mi mette a disagio. Che senso ha andare a farsi una birra e poi non avere niente da dire? Che se era solo per la birra si comprava al supermercato e si affittava un dvd per la miseria.Ma lui, arreso e malinconico, mi prende la mano e dichiara tutto il suo amore. In fondo pero’ abbiamo ancora la nostra storia ed io, finche’ ho te, ho tutto e altre robe di questo genere che mi si stringe lo stomaco a pensare di essere una specia d’aspirina contro il fallimento. In fondo? Come sarebbe a dire in fondo?

Cosi’ durante il viaggio di ritorno rompo il patto e lascio che una questione d’affari si metta tra noi due. Vaffanculo. Che intendi dire con vaffanculo? Intendo dire vaffanculo. Vaffanculo a te perlamiseria. Ma lui niente. Mette su la faccia da lasciamo che l’isterica si calmi da sola. Non fa niente. Vaffanculo ho detto. Intendo dire proprio vaffanculo. Siamo sempre li’ che parliamo di lieviti rifornitori fatture scadute e poi, quando si esce per svagarsi, tu prima mi stai zitto e poi mi dichiari che la nostra storia viene dopo le mozzarelle i lieviti i debiti, dopo la giusta consistenza dell’impasto, dopo il commercialista che incalza, no spiegami, in fondo a tutto cio’ ci sono io? E no e’, cosi’ non ci siamo per niente, io ho bisogno di gente interessante intorno a me, voglio stimoli e tu, per inciso vaffanculo, tu, credimi, stasera  sei stato di una noia mortale. Mor-ta-le.

Alt. polizia. E va bene, va bene, adesso accosto va bene, ma non ti credere sai, non ti credere che dimentico a che punto ero,  il discorso lo riprendiamo appena questi rompipalle hanno finito, perche’ io non ti mollo mica, vaffanculo te vaffanculo la polizia, non ti mollo non ti mollo non ti -prego mi dia l’assicurazione-. Credi che poi mi passa? Illuso che sei, a me non passa niente, niente mi passa -un momento agente- Questo e’ il tagliandino esposto sul vetro, io voglio anche il pezzo di carta da cui ha staccato il tagliandino. E smettila poi di guardarmi con quell’aria da succube, cristosantissimo, reagisci dico, reagisci, si puo’? Come ha detto agente? Voglio anche il pezzo di carta da cui ha staccato il tagliandino.

In fondo ti sto mandando a fanculo da un’ora.  Allora, ce l’ha o no il pezzo di carta da cui ha staccato il tagliandino? Mi scusi, forse si, ce l’ho, non so, e’ probabile, ma vede, quello che lei pretende non ha nessun senso. Se devo esporre il tagliandino sull’auto perche’ allora lei mi chiede anche la parte che non sono tenuta ad esporre? Che se fosse stato obbligatorio esporle entrambe, e non lo e’, io questo lo so per certo, sono infatti un avvocato, queste cose le conosco molto bene, se fosse stato cosi’, avrebbero fatto custodie di plastica per tagliandini piu’ grandi invece, vede? Lo vede cosa ci ho sul vetro? E tu fanculo non dire niente come al solito, la pagherai, a se la pagherai.

Scenda prego signor avvocato che adesso cotrolliamo se ha bevuto. Ma la signorina e’ sempre cosi’? Il socio risponde con un’alzata di spalle. Ma bravo, ma proprio bravo, adesso rispondi, e allora visto che muto non sei, diglielo, diglielo te al signor poliziotto che io non ho bevuto questa sera, agente questo qui e’ talmente noioso che dopo manco una birra gia’ m’ero rotta le palle e son voluta tornare a casa.

No. Non sono ubriaca e per certo quell’affare e’ tarato male. Il caldo lo sballa. Stavamo litigando si. Per questioni di lavoro. Eh, cosa vuole che le dica, la pizzeria nostra non va tanto bene e allora, capisce, ci siamo innervositi. Ma non sono ubriaca. Non. Sono.Ubriaca. Si chiama pizza Colosseo, la conosce? Che se viene le faccio provare la nostra pizza con pomodoro pachino e mozzarella di bufala. Mozzarella vera mica sottilette del cavolo. Siamo a posto cosi’?

Si che la conosco pizza Colosseo, gia’ che ci siamo domani mando a dare una controllatina che ho sentito dire che ci pisciate nelle vostre pizze. Ma che schifo, ma davvero signorina ci pisciate nelle vostre pizze?

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9 Risposte

  1. la tua pizza la mangerei.
    se mi fai la scenetta vaffanculo a raffica, potrei pure mangiarne due. ma se bevo guidi tu. sei pratica, vedo.

  2. Sulla pizza ci va il fiordilatte e non la mozzarella. Però è vero che scrivi bene.

  3. egr. sig.caino comme ebbi a dirle sono il mago o la maga faccia lei della pizza e i vaffanculo quelli sono gratis inclusi nel servizio. pizza colosseo venite numerosi

    robba qui noi non ce lo si può permettere mica il fiordilatte ma stia zitta per carità non sparga in giro queste voci. e poi colgo l’occasione per dirle che io la leggo da tempo anche sul cartaceo, sono quindi emozionata.

  4. che geniaccio tu non hai una testa sola chi sei veramente? dillo? sei un blog collettivo? 😉

  5. Notevole. Veramente notevole, complimenti. 😉

    Zen

  6. the realzen pensavo d’avere fatto io le ore piccole ieri sera invece te sei più resistente di me (se dice bene l’orario che di solito non dice) grazie. complimenti sempre benvenuti.

    giorgio si sono un genio si ho tre teste come tipo cerbero ma sono più graziosa e no faccio tutto da sola aiutata dalle numerose personalità che albergano sulle tre teste

  7. Patty e tu pensa che ho tirato avanti fino ad adesso senza andare a dormire. Sono i vantaggi del dover fare il turno di notte, ti fanno apparire come un viveur, quando in realtà muori di sonno. 😀

    Zen

  8. il turno di notte mi fa venire in mente il film dopo mezzanotte, gente fuori dal mondo, straniata, poco viveur a dire il vero, ma con un mondo che noi diurni manco immaginiamo

  9. Ecco. In più aggiungici i rumori anomali di una struttura che dorme tutta (a parte te) e il povero Jack Torrance non avrà mica poi tanto torto. 😉

    Zen

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