Non ci sono mai stata

Il pubblico s’e’ seduto e partecipa. Questo spettacolo funziona davvero. Molto pubblico, una gran risposta. Sposto i tubicini. Non si devono arrotolare per carita’, li vedi questi nodi qui? Non ci devono stare che altrimenti si blocca il flusso. Attenta. Attenta. Controllo meticolosamente con ritmo pari a quello della goccia. E poi, quando la flebo finisce, chiama subito l’infermiera, chiudi la valvola lo sai che succede se entra l’aria in una vena no? Passo il mio tempo sul palcoscenico facendo attenzione, sono certamente un personaggio ispirato ben caratterizzato, metodo Grotowski mica cazzi.

Arriva mia sorella e le passo il testimone. Mangia hai gia’ mangiato? Che vuoi dire? Sei troppo magra cosi’ non va. Mollami per favore mollami. Ma noi.Siamo.Una famiglia no?

Guardateci prego siori nella nostra grassa tragicita’ l’ingresso e’ libero, vogliamo solo celebrare la nostra storia. No. Non si tratta di esibizionismo, che brutta parola, retaggi cattolici vero? Vogliamo che qualcosa amplifichi le nostre altrimenti inutili esistenze, vogliamo la prova che siamo passati di qui. Ce lo dovete. In nome dei vincoli vari di amicizia parentela conoscenza. E delle vostre vite che scorrono scivolose senza troppa angoscia. Avete solo il vostro dolore normale che ve ne fate di un dolore cosi’ basso quale esperienza potrete trarne chi si voltera’ mai verso di voi se alzerete la voce se vorrete essere ascoltati?  Per cui sedetevi e guardate. Applaudite. Ci fa piacere ricevere apprezzamenti. Fazzoletti. Fazzoletti perche’ a volte puo’ risultare davvero dura. Sapete com’e’. E se non lo sapete allora quale occasione migliore?

Dolore insopportabile. Fa qualcosa. Ed io che posso fare? Fa qualcosa. Ed io che posso fare? Morfina morfina. Infermiera presto non so che fare. Siamo una famiglia del circo una famiglia di trapezisti con tanto di perfetta sincronia, alle dieci vado via e tu arrivi alle nove cinquanta, ci si vede domani mattina per il cambio. Ok. La perfezione. Andata. Abbiamo grande senso dello spettacolo e vestitini verdi attillati, camminiamo sospesi e facciamo tremare.

Quanto coraggio. Dio. O cristo. Poveracci. E a questo punto della rappresentazione nessuno riesce piu’ a distogliere lo sguardo perche’ siamo entrati nella parte veramente morbosa vermente splatter tessuti lacerati sangue bile dinamiche familiari sfasciate paura ed abbandono di ogni dignita’ stiamo parlando di questo genere di cose di parole comuni che perdono ogni valore e valori che non contano piu’ nulla di pelle che si gonfia si squama.

Che fai fumi? No ho smesso lo sai. Vieni qua. Avvicinati. Mi sente l’alito. Sono pulita. Te l’avevo detto no? Ma tanto. Anche io moriro’ di una morte lenta con dolori atroci ed il mio corpo cambiera’ forma ora dopo ora, assistero’ anche io alla mia sequenza di degenerazione anche io avro’ il mio quadro clinico ingravescente. Me lo sento.

La notte stessa mi metto a piangere sulla spalla del giovane dottore di turno. Non fare cosi’ devi essere forte devi essere e la mia lingua gia’ e’ dentro di lui che si muove. Pazza che fai? Lo sai che stai soffrendo che non e’ conveniente questa parentesi sessuale in uno spettacolo tragico?  Sei la solita puttana, senza cazzo non ci sai stare, vergogna. Lo facciamo in una stanza buia e scomoda ma dio quanta vita quanto coraggio sono viva sono viva devo fare questo genere di cose prima di prima che.

Raccolgo le mutande e torno di corsa. Tremo. Tremo. La flebo potrebbe essere gia’ finita. Quanto dura? Gia’ quanto? Un’ora. Da quanto sono via? Corro. Tremo. E’ ancora vivo.

E poi dopo aver scopato il dottorino mi sale un desiderio di fare ancora piu’ sesso piu’ sesso chi ne vuole venga sono piena e voglio muovermi in questa valle di lacrime io voglio sudare e tradire e sudare. Lascio il fidanzato perche’ ha bisogno di godersi le sue ferie da rappresentante con aperitivi a quindici euro e cene di pesce. Manca ancora poco. Ogni giorno la tua traccia si cancella da questo schermo che c’e’ tra noi e voi, che divide lo spettacolo dallo spettatore. Adesso non c’e’ orma non c’e’ voce. Non una parola. Il teatro e’ muto. E mai piu’ ed e’ per sempre.

Io non ci sono mai stata in queste zone buie in questo senso di vita piena e tragica. In questo silenzio io non ascoltero’ piu’ nessuno, faro’ come mi pare. E poi se ne va tutto il resto.Buio e sipario.

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9 Risposte

  1. come se ce lo avessi di fronte a me come se ancora non si fosse chiuso il sipario

  2. e’ per via del metodo Grotowski mi sa

  3. però a questo punto (veramente già da parecchio in realtà) non è giusto che se ne resti lì sempre nascosta, che uno non possa segnalarla urbietorbi

  4. lei mi blandisce con promesse di fama mi accarezza con complimenti pressochè quotidiani ed io, che sono donna e narcisa, io prima o poi cederò, lo so

  5. no mi sa che è per via di come sai scrivere te

  6. ben detto giorgio ben detto

  7. Ciao Patty che dire?

    Vorrei blandirti anch’io con offerte di fama e complimenti quotidiani vorrei anche io essere circuito e ricercato, ma io che sono solo un uomo, né bello né ricco né intelligente né interessante né saggio né niente di niente e neppure forse davvero uomo, devo rassegnarmi alla mia condizione. Accettarla.
    Ok. Credo che chiuderò il mio diario.

    😉

  8. albert guarda blandire mi blandisci anche te che mi avete viziata un sacco peggio per voi e poi non posso dirti quello che fare questo di sicuro però mi sento di dirti che mi piacciono molto la tua sensibilità e la tua gentilezza, si tratta di bellezza ed intelligenza, ecco rassegnati anche a questo.
    neppure io sono ricca se questo ci consola. ci consola?

  9. No, sì, non so.
    Ma sono contento di essere incappato qui.

    Ciao

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