Elisabetta dice no ed io ci ripenso

Elisabetta quando si andava in vacanza voleva sempre fare le foto io e lei insieme, Elisabetta rompeva sistematicamente i coglioni alla gente pliscaniuteikafotoplis e costringeva il nostro amore a fare le belle pose davanti a mari affollati e praticelli all’inglese.

Elisabetta faceva l’amore solo in una posizione, io sopra lei sotto, è che mi sembra innaturale qualsiasi altro modo e il sabato partiva con le amiche zitelle a parlare di cazzi sulla via dello spaccio Ralph Lauren, poi a mezzanotte Elisabetta aveva sonno ed io la lasciavo sotto il portone del palazzo di via Cavour numero sei, un bacio pieno di contegno, che mio padre potrebbe stare alla finestra, a domani, mi chiama lei verso le otto che Elisabetta voleva sempre fare la passeggiata sul lungo mare, abbiamo questa bella spiaggia sarebbe un peccato non godersela per farsi un po’ di sonno, no?

Una volta eravamo al passeggio domenicale, Elisabetta si muoveva attraverso la nebbia dentro  un rassicurante piumino d’oca Ralph Lauren color zabaione, io volevo tornare a casa che il freddo mi ha sempre fatto innervosire e gia’ mi si era alzato un velo di sconforto opaco che solo una tazza di lattecioccolato dentro un letto sufficientemente largo poteva aiutarmi, arriviamo almeno fino al molo dai, si alza il vento e mi fugge dalla testa il berretto da basket con la scritta Yale University invece la sua acconciatura stuccata con lacca tenutaforte e’ attrezzata per resistere ad ogni intemperie, arriviamo almeno fino al molo dai.

Penso, e’ stato in quel momento che m’e’ nato il desiderio definitivo di danneggiare Elisabetta di decretare l’insignificanza di quel manichino immobile al vento, cosi’ dopo qualche ora, erano le dieci di mattina, m’era venuto anche un rigurgito di pulsione sessuale ma Elisabetta non faceva l’amore alla luce fresca delle dieci di mattina ed io, allora, mi sono detto vaffanculo troia e nessuna bambola di pezza m’avrebbe impedito di tutelare i miei primitivi desideri.

Elisabetta si lascia ficcare la mano tra le gambe e poi mi lancia un sorriso scemo, vado a fare il caffe’, no cazzo nessun caffe’, le blocco le braccia e mi metto sopra di lei.

La pupazza griffata s’agita s’incazza, non tirare imbecille che me lo rompi, e a quel punto termino l’agonia del maglioncino blu Ralph Lauren,  ma cosa cazzo hai fatto stronzo adesso me lo ripaghi,  non ascolto, anzi mi preparo a lacerare anche le mutande pizzo nero da mignotta e sono piuttosto incazzato alla vista di quelle due tette sgonfie, stronza te che con la mania di mangiare solo robe giapponesi non t’è rimasto niente, e a quel punto non so più se mi va di andare avanti, di muovermi dentro quel corpo giallo smunto, quei seni nascosti dall’orizzontalità, lasciami immediatamente coglione, e subito parte uno schiaffo dritto sul naso a conca da testa di cazzo, la cartilagine molle che le si accartoccia intorno all’osso limato da medici esperti in bruttezze disumane.

No, non riesco, mi sposto di lato troppa poca carne mi giro verso la donna di plastica per verificare i danni, allora, perchè ti sei fermato? Eri così maschio, mio dio così maschio non lo eri mai stato, miagola smocciolando col naso decisamente virato a sinistra. 

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9 Risposte

  1. Quando parli delle relazioni dalla parte dell’uomo, sono racconti di amici o invenzioni?

    E dire che quelle come ‘sta Elisabetta esistono veramente.
    Il piumino color crema è geniale.
    Hai una dote incredibile: saper caretterizzare una persona o personaggio con due o tre aggettivi.

    Non moi perdo un tuo post!

  2. Elisabetta forever! 😉

  3. hai un grande modo di scrivere!
    leggo dal commento sopra che sei donna, credevo fosse un blog di gruppo in cui scrivevano uomini e donne… il modo di porti con un altro punto di vista è notevole…
    mi viene anche il sospetto che tu sia una di quelli che conoscono le famose tre regole di Maugham:
    Vi sono tre regole fondamentali per scrivere un romanzo. Per sfortuna nessuno le conosce.
    William Maugham

    invece Maugham le conosceva e da come racconti, te sei sulla buona strada…

  4. brava brava

  5. interessante…. molto interessante questo blog… piacere, atuttotondo! ti seguirò da lontano…

  6. parli come un uomo ma come ci riesci?

  7. pedrita è tutta roba vera, a sentire le storie che ti raccontano ci si scrive un’enciclopedia per il resto che dire grazie
    christian se vuoi te la presento elisabetta è libera appena mollata
    iperio tutti questi colpimenti davvero grazie ma non esagerate che mi viene l’ansia da prestazione
    andrea ci cho ripensato esagerate pure
    atuttotondo benvenuta anche io ti seguirò
    anonimo, ho una parte maschile che pulsa

  8. Volevo scrivere qualcosa sulle parti maschili che pulsano, ma non mi pare il caso di iniziare così, è il mio primo commento su questo blog, recita il detto che Chi ben inizia, io inizierei male, ragion per cui non vergo le parole che mi erano venute alla mente, quanta fatica inutile, dovrò pensare a qualcosa di sostitutivo, non sta bene che un ospite si presenti a mani vuote, specie quando comincia una frequentazione, se di frequentazione si può parlare, ci vuol nulla a passare per micragnosi, poi la cattiva fama non si scrolla più, resta appiccicata alle dita come uno avesse mangiato il pollo, dirò allora che la tua scrittura richiama o forse postula un Saramago alla guida di una metropolitana, temo anzi di essermi lasciato prendere, è proprio vero che le parole sono contagiose, questo per la verità non è mai stato un detto, ma non sarebbe stato un cattivo detto.

  9. lei e’ un vero signore che rispetta la maniera e dimostra un po’ di tatto, si senta dunque pure libero da ora in poi di commentare sulle parti maschili che pulsano che poi mi rendo conto di meritarlo

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