La dieta

Dopo un mese di rigore si era comprata le cotolette mare perché il pesce fa bene perché il pesce è dietetico. Le cotolette erano surgelate e il pacchettino un po’ molle, forse, aveva pensato, forse la catena del freddo si è interrotta e il merluzzetto nordico ha attraversato i confini norvegesi già pieno di veleno, questo pensava a tirare fuori la scatola moscia con le polpettine che le si erano sbrindellate in mano.

La surgelazione richiede regole ferree, si può surgelare una volta sola, lo sanno tutti ma ormai aveva deciso, quel giorno avrebbe interrotto la dieta e niente nessuno si sarebbe messo tra lei ed il suo ambizioso progetto d’andare a letto con lo stomaco pieno. Dico io quando cosa e come per la miseria e aveva iniziato a friggere.

Il polpettoso pasto s’era cotto in due degli otto minuti indicati nel retro della scatola ma era tutto scritto in una lingua strana e a pensarci bene non si poteva giurare che prima o dopo il numero 8 non fosse riportato il consiglio di uno chef norvegese “pronte anche in due minuti”.

Chissenefrega aveva detto di fronte alla colorazione verdina delle cotolette, ho usato olio d’oliva no? Ed era andata avanti, se mi sento male, se, dico ai medici guardate, so cosa è, è avvelenamento da cibo surgelato e la diagnosi precoce mi salverà. Certo,  se muoio per questo sarebbe, come dire, poco consono alla mia intelligenza ma insomma forse è proprio così che devo morire.

Così se le era ficcate in bocca.Dopo due giorni era all’ospedale. Fatti curare ragazza che ne hai bisogno. Ma non mi avete fatto la lavanda gastrica?

Le dicono che le cotolette non c’entrano nulla. Strano io avrei giurato fossero guaste e torna a dormire.

Adesso dice che non ha più i nervi.Le piace la sensazione di vuoto in pancia e se qualcuno prova a tenerla lei diventa liquida e scivola via, poi ogni tanto vede sgorbi orridi nani elfi maldicenti, d’un colpo chiudendo le mani attorno la schiena, d’un colpo balzando avventurosi, lei questo vede. Non stai bene ragazza mia le dice il suo amorevole padre.No guarda mai stata così bene. Lo vedi come sono piccola? Un corpicino delizioso ma il padre le ripete che non sta affatto bene.

A si? E allora dov’è l’alto prelato a benedirmi, dove la vasta folla di compiangenti? E la pasta gialla che tiene fermi gli occhi?Qui come al solito non c’è nessuno.

Poi lei si gira verso il mio letto e dice io non ero proprio all’altezza, no. Volevo stare da sola, lasciatemi in pace. Mi son detta basta, no? Allora ha deciso di farla finita sparire diventare invisibile. Non proprio morire no, non sono cosi’ tragica e poi  ci sarebbe stato veramente poco ritorno in termini di compianto, per quanto tempo avrebbero sofferto? Cinque sei anni?La morte è definitiva solo per il morto.Così la dieta. Il controllo l’astinenza il potere l’emancipazione la resistenza la libertà. La manovella.

Mi sollevo dal letto.Ci si accorge subito?

Chiude gli occhi e tutto d’un fiato mi spiega che se, se solo, se. Qualcuno intorno a me fosse stato più solido. Se. Non ci fossero state le punizioni. Se. La fretta fosse stata nemica. Se avessi potuto starmene da sola. Se non mi fossi sentita sola. Se, allora, no.Non avrebbe attecchito nessuno di questi ingranaggi ormai sgranati si ma insomma sempre mai troppo lontani.Ci si scorda di tutto delle mani della testa dei piedi si smette di correre. Tutto molto piano lenti circospetti.Vienimi a prendere.Ma nessuno viene mai. Poi invece viene l’ultima cena, la cotoletta che ti salverà da tutto questo manicomio.

Vuole sapere di me, anche io sono in ospedale per una cotoletta? No, affatto, io una colica da nulla e tengo bene stretto il segreto di tutte le cotolette di tutte le fughe mie che sono passate inosservate.

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11 Risposte

  1. abbiamo tutti una cotoletta da nascondere

  2. Una dieta può fare a meno delle cotolette, basta godersi un gelato ogni tanto…

  3. bello come dici quello che dici

  4. E’ stato breve, brevissimo il mio periodo di “Così la dieta. Il controllo l’astinenza il potere l’emancipazione la resistenza la libertà. La manovella.” ma me lo ricordo.

    E nessuno lo aveva descritto mai così bene.

    Scusa per arrotondare lì in Grecia fatti un libro di racconti e pubblicalo in Italia.

    Puoi farlo tramite Lulu.com, costo ZERO e se qualcuno se lo compra online tu prendi una consistente percentuale.

    Non lavoro per loro. E’ che penso che c’è tanta carta straccia pubblicata e tu sei solo qui online. Meriti di allargare il tuo pubblico.

  5. che meraviglia, davvero, la cotoletta metafisica

  6. Io, per me, tu sei geniale.

  7. Ma è così bello gustarsi un bel piatto di lasagne, un arrosto ad hoc con contorno di patate al forno. Per finire tiramisù.

    E all’ospedale in quel caso ci vai solo se il mascarpone del tiramisù era avariato.

  8. fjiaang e christian dite vero dite ma la nevrosi e’ tiranna alcune volte

    pedrita quello che dici e’ molto lusinghiero ma per me va bene cosi’ a me piace scrivere e tanto basta e poi se mi vogliono che paghino fior di dracme

    christianfrascella ti adoro anche io

    sig. miic lei qui e’ sempre la mia guest star che si sappia

  9. senta, non mi faccia parlare ché ho le mani legate da un patto di brotheranza, ancorché virtuale.

  10. bene che non si sappia allora

  11. Cristian: il brutto, quando sei nella situazione della ragazza descritta nel post (mi ci sono trovata per poco, ma mi ci sono trovata) è che più gli altri ti dicono “ma dai, è così bello mangiare!” e più li senti lontani e ti senti totalmente incompresa.
    Il cibo è solo un mezzo – che a quel punto sembra essere il fine, ma non lo è – è solo un sintomo creato ad hoc per lanciare un grido di aiuto.

    Drammaticità a parte io adoro mangiare. Oggi 150 grammi di spaghetti aglio olio e peperoncino non me li toglie nessuno 🙂

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