Il mio esame filosofico di diritto

Adesso non ricordo il suo nome  ma la faccia ce l’aveva da Giuseppina e questo è importante per far capire perchè non l’avessi mai notata, intendo che a diciannove anni non puoi metterti mica a fare il filo alle Giuseppine o, che so, alle Erine.

A diciannove anni si fa una sorta di selezione, il tempo sembra ancora un bene inesauribile e ciò concede il lusso di aspettare la donna in grado di crearti quell’alta reputazione in base alla quale le altre ti sceglieranno quando il tempo scarseggerà e tu sarai cresciuto.

Ovviamente a diciannove anni vorresti fare all’amore con tutte ma la questione morale verso te stesso che pure non è da sottovalutare ti fa procedere con cautela, magari poi scopi anche con dei veri cessi ma che hanno nomi adeguati alla loro popolarità tipo Elena o Irene.

Per non partire svantaggiato piu’ di quanto la sorte non m’avesse riservato, che al liceo ero finito a fare la C, la sezione delle sfigate vestite con tuta e ballerine accessoriate con baffetti postpuberali, e certamente per questo con Lidia ci baciammo così tanto che io poi avevo creduto di essermi assicurato un posto nella business class dei randez-vous futuri ma poi, il giorno seguente, aveva già cambiato idea e si baciava di più con Andrea della terza A.

Io compresi,  Arturo non è un nome da poter apprezzare quando si è giovani. 

Dopo la storiaccia con Lidia, pur ridimensionando le mie esigenze, mi son messo a far coppia fissa con Francesca che non era male anche se aveva i colletti finti della najoleari e questo mi dava un pò sui nervi perchè erano l’equivalente griffato dei baffetti postpuberali.

Un giorno, era un lunedì e Francesca mi lascia perchè ha bisogno di una pausa di riflessione, dice che il mondo non ha senso per lei e che non capisce più le cose.

Per superare il dolore della tara che si andava profilando sul mio potere contrattuale con il gentil sesso, mi sono ripegato sullo studio del diritto privato che se almeno fossi diventato un imprenditore di successo, la crepa si sarebbe ridotta. Nonostante la mia solerzia,  l’unica cosa che riuscivo a non dimenticare di quel libro era che l’innamoramento obnubila la mente ed è causa di invalidità contrattuale.

Ed io, virando alla facoltà di filosofia, pensai che è tutta questione di età, che a diciannove anni ci si obnubila per l’innamoramento della topa e che solo più tardi per quello della donna.

Il professore non mi fece passare l’esame ma apprezzò molto le mie divagazioni fuori tema sull’argomento che anche lui concordò con me di come l’uomo non sia niente altro che un sistema per far funzionare un fallo. Solo che il mio doveva esser difettoso.

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4 Risposte

  1. giorgio poteva andare come nome?

  2. Ma questo è doloroso!

  3. giorgio: mi dica lei se poteva andare, rimorchiava parecchio?

    christian: è doloroso si ma la verità fa male si sa

  4. non tanto e pure adesso…:)

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