Tour Català I

Giorno uno: sommaria valutacio’.

Da una parte noi e dall’altra loro, la classe di studenti di moccioso temperamento, di collegiale sovraeccitazione vacanziera, visibilmente instabili per la mole del bagaglio da trasmigrazione transoceanica. Sono in maggioranza e si accalcano attorno all’insegnante bello italiano, della di lui consorte non gliene frega niente, nemmeno ai maschi, che so, la rappresentazione che l’immaginario collettivo ha dello straniero sara’ innestato su posizioni razziste.

Cosi’ gia’ li odio e scruto ingobbita dalle poche ore di sonno i loro vestiti buoni da evento sociale, i pantaloni stretti nella loro pantalonita’ anniottanta, le scarpe da femmina che mondieu conformi alla moda di qui sono ciabatte a punta tonda e colori troppo sgargianti per una stagione che s’incaglia in piogge sparse come questa. E le acconciature, come sempre le donne ringhiose e pugnaci precedono per bruttezza i maschi, gonfie chiome con sintetica architettura di gotiche frangette e stoppaciosa consistenza, colorazioni aggressive per smungere le slavate nuances. I volti sono maschere inabissate in fard e fondotinta apprettate alla luce del neon, unghie lunghe rossofuoco o rosaconigliopasquale. Malanimo da competizione femminile.

Basta cosi’. Per ora. Non che i maschi non abbiano il loro perche’ sebbene oscurato dalle femminili evidenze. Svetta ad esempio il cupissimo ma molto maschio uomo di tradizione con al seguito compagna solerte e silenziosa di identica giacchina in similpelle. Guarda eretto l’umanita’ desolata con occhio immobile. A calibrare la compostezza della ieratica postura gli servono due moti divergenti, quello rotatorio dell’antistress che non smette mai di rigirarsi tra le dita e quello periodico della masticazione della gomma.

E poi, dicevo, dall’altra parte ci siamo noi, i responsabili della disumana congerie di vacanzieri, viaggiatori a sbafo ed ignari dispensatori di fiele. Io in verita’ senza alcun ruolo direttivo ma attaccata al culo del fidanzato bello italiano passo per osmosi di ruolo il che mi rende immune da qualsiasi rimprovero dal corpo docente ed aprioristicamente invisa alla mocciosa classe. La mia sociopatia, vuoi per il muro linguistico vuoi per saccente senso di superiorita’ che ti inculcano i professori del liceo classico, mi restituira’ il loro contraccambiato sguardo ostile e perplesso. Partiamo. Sono solo cinque giorni ma la stiva del titanic era piu’ leggera.

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4 Risposte

  1. Mi sembra di aver capito che vivi lontano – Argentina? – e che il tuo fidanzato è insegnante.

    Ho trovato il tuo blog davvero divertente e intelligente.

    Ti linko. E grazie del commento 🙂

  2. magari l’argentina che con lo spagnolo gia’ potrei fare un trattato mi tocca invece il greco

  3. La ‘pantalonità anniottanta’ te la frego e la uso in un mio romanzo epocale, che tutti poi mi chiederanno ma come t’è venuta ‘pantalonità annitottanta’ e io non ti citerò.

  4. faccia pure, sappia pero’ che e’ tutto merito di Baricco

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