Old book

I-Prologo

Sono partita impreparata, avevo il bozzolo dell’amore cos’altro mi sarebbe servito? Non avevo dimenticato nulla, trucchi libri mutandine di pizzo profumi cremine, andavo ad amoreggiare io, al fatto di dover conoscere una lingua straniera, quella del posto oppure quella di tutti, l’inglese, non avevo dato importanza, non io che per decenni me l’ero cavata alla grande in città, mi era sempre bastato fare la disinvolta, inclinare la testa, sbattere gli occhioni. Fare occhioni grandi grandi. Seduci. Non spostare nulla, questo dice la mia regola di donna provincializzata, che mi frega a me di imparare le lingue? Dove devo andare? Io rimango qui ben piazzata sul mio trespolo cittadino.

II-Dell’importanza del trespolo

Il trespolo è molto importante, io nella mia vita non ho mai compiuto gesti radicali nè per amore nè per disamore e sono rimasta fissa nella provincia, per cui si capisce che il trono è indispensabile. Sono sempre stata accorta, non mi sono negata nessuna delle tappe del percorso da esistenza laica moderata lievemente depressa sufficientemente intelligente da non chinarmi alla frustrazione, coltivo sistemi ordinari, faccio di tutto per restare nella media. La zona modesta mi fa passivamente uscire dall’anonimato senza bisogno di studiare le lingue, nodavvero, io spicco per la mia vena isterica ed originale, sono una regina, sto sul trespolo e tutti mi guardano dal basso verso l’alto appollaiata sul trono che saluto con mani tediate per non perdere il distacco che la regalità reca con se.

III- Epilogo

E’ che poi le cose cambiano, non hai più la tenacia dei tuoi ventanni di restare appollaiata ad ogni costo. Ma la discesa è dura ed il trespolo ognuno ce l’ha solo nella propria gabbia, all’estero non esiste non dico un trono ma neanche uno sgabello, così quando si procede verso il basso ci si deve togliere i tacchi alti. Non avevo calcolato che fuori dal mio contado avrei perso tutti i miei titoli nobiliari e che sarei diventata una che manco la spesa può fare a cuor leggero perchè se, mettiamo, nella borsa ci hai un vecchio libro con ancora la targhetta di protezione e quella fa suonare l’allarme quando stai per uscire dal negozio, e, mettiamo, arrivano tutti, commesse guardie giurate clienti curiosi, e cominciano a far domande ma non sei capace nemmeno di dire ma no guardate è un equivoco mica ho rubato niente io, se succede tutto questo, poi allora ti potresti ritrovare, mettiamo, in commissariato con il comandante che dice qualcosa, si ma cosa? E allora ci si accorge che sbattere gli occhioni non serve a niente ma magari saper dire vecchio libro in inglese forse si.

Annunci

2 Risposte

  1. potevi tentare la fuga 🙂

  2. sia mai, sono pur sempre una contessa seppur decaduta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: