Cedimenti

Adesso ha la tracheobronchite. Tosse lamento sciroppi spray antibiotici. La casa è infestata. Che poi uno dice poverina, mica colpa sua se si prende un malanno dietro l’altro, no mica, è che la ragazza è gracile, io le dico su perpiacere mangia fai uno sforzo ma lei no, mi fa, lasciami in pace che non ci ho lo stomaco come il tuo e, a parte che non so se leggerci un tono di disprezzo, un po’ e’ vero si, ho messo su qualche chilo ma sono alto ed il leggero sovrappeso e’ camuffato dalla distribuzione verticale, dicevo, alimentazione modesta o meno, non è per niente normale la sequenza ininterrotta di mal di gola mal di testa mal di schiena vertigini due svenimenti pressione bassa eritema anemia fungo genitale che poi non si può piu’ nemmeno fare all’amore e la sera si gioca a Scarabeo fino alla morte.

La settimana scorsa facevano dieci giorni di tregua; torno a casa e la trovo con un pollice così che manco gliela fa a tenere in mano la forchetta.

Che hai fatto? Eh, stavo lavando i piatti e mentre sfregavo la pentola, ero senza guanti, mi si è ficcata una scheggia sotto l’unghia, la vedi? Una scheggia? Un pezzo di pasta, hai presente i fili d’angelo? Ecco era un filo d’angelo secco.

Dopo due giorni, col dito violaceo e declinante alla necrosi, lei continua a rifiutarsi di andare dal medico che, capiscimi, son tutti macellai e minimo minimo mi tolgono l’unghia e buonanotte.  Si amore, io ti capisco ma tu sii ragionevole, dimmi, adesso ti fa male? Noooo, per niente, giusto un pizzico.

La trovo in bagno che tenta di impalcare il dito con una limetta per le unghie che se tiene stretto non sente piu’ l’infezione che pulsa. La carico a forza in auto. Dopo sette ore passate ad arginare i suoi tentativi di fuga, il medico come prima cosa le ficca un ago rovente sulla carne viva e raschia sotto l’unghia raschia fino in fondo fin dove e’ dato all’uomo arrivare. Rasch rasch. Urla sangue e pus. Alla fine, con la lamina penzoloni, il medico desiste, la scheggia è troppo profonda non si riesce a toglierla in questo modo, sarà necessario praticare un foro per estrarla. Poiche’ da’ la notizia sorridendo, la mia fidanzata che ancora non capisce bene il frasario tecnico, intuisce che tutto e’ finito che ci si sta mandando a casa. Traduco e chiarisco l’equivoco. Ah davvero? E chiedigli un po’ con cosa pensano di farmi il buco. Traduco. Dice con un trapano da dentista solo che adesso non ne hanno, dobbiamo tornare domani sera.

In quel momento, nonostante il senso di pena montante alla vista del pollice massacrato, mi cresce altresi’ l’acredine che se ci penso mi viene in mente che io i fili d’angelo non li mangio da piu’ o meno un anno e allora sei proprio una stronza che ti fai le paste di nascosto e poi mi dai del grassone perche’ a cena ci ho fame e te no.

In ogni caso non lascero’ che si trapani l’unghia della mia fidanzata se non altro perche’ ne potrebbe venire una malattia peggiore, che so, il tetano. E allora, visti i precedenti, conveniamo che è meglio lasciar perdere la medicina convenzionale, andiamo piuttosto in cerca di un santone che magari oltre all’infezione può fare un intervento piu’ generale.

Il giorno seguente, mentre sono al supermercato che acquisto la confezione mega di fili d’angelo che mi è salita la voglia, comincio a pensare che la vita all’estero è per i forti di stomaco non certo per fuscelli delicati come lei. Adesso ha la tracheobronchite.

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