Basta dire ciste aracnoidea

Il problema principale tra noi è il sesso, non c’è nulla da fare, insieme siamo ridicoli.

La sua erezione lampo mi impone tempi di reazione brevissimi, che so, io sono lì che mi guardo il gossip sul satellite e mi arriva lui col cazzo già ritto che non ne vuole sapere di moine, così io per togliermelo subito dalle palle mi devo animare, apro le gambe, se possibile evito i preliminari che, tra l’altro, sarebbero due toccatine di tette e una sfregatina in mezzo alle cosce, dunque pure io ne faccio volentieri a meno e poi via veloci come la luce verso l’eiaculazione.

Speriamo di farcela prima dello speciale su Brad Pitt.

Io intanto conto.

…novantadue, tatre, ntaquattro, naantacinque. 

Ecco, è finita.

Al novantasei s’allontana e si sdraia supino.

Gli tocco la pancia.

Ferma dai smetti mi fai solletico dai buona lo sai.

Silenzio.

Rumore di mare finto, lo splash spalsh stsssch dell’acquario.

Quei pesci rossi del cazzo saranno contenti di assistere alle nostre scopate così tanto per non sentirsi gli unici esseri infelici su questa terra.

Due minuti fa questa stanza fremeva e noi scalpitavamo sudando come matti; insomma.

Faceva tutto un gran rumore la rete del letto le voci i tocchi il batticuore e poi tutto implodeva nel gorgo avaro del suo seme sparso con incuria sul canale della mia schiena.

Tic tac tic tac.

Non si gira verso di me che so una carezza un grazie, gli soffio all’orecchio.

Sei stato bene?

Io no. Ma che mi importa sai? Io non ti cerco per avere un orgasmo, non che mi dispiacerebbe, no mica, ma il seme che mi nutre è un altro, noi donne abbiamo bisogno di essere riempite, sperma o numeri, basta non restare sacche vuote.

Mentre sono lì che penso si risveglia e mi dice che gli è piaciuto veramente e che lo faccio godere come mai nessuna prima. Ci ha ancora voglia questo qui, incredibile, io di ricontare di nuovo non mi va proprio. Lo guardo tanto per accertarmi che, no, per il secondo round non ce n’è.

Dentro di me tutto ride di lui, dei suoi piedi corti e larghi, delle gambe tozze, della pancia molle, del petto glabro, del collo taurino del naso ritto come un’asta sul viso scavato, degli occhi gialli e oblunghi.

Mi fermo, guardo.

Ehi, ma cosa ci hai dentro il bianco dell’occhio? Sembra un pezzetto di carne.

Lascia stare dai, si incupisce, il pisello si restringe e gli rientra nelle mutande menomale, poi confessa questa è una cisti aracnoidea mi ha detto il medico che devo fare un’escissione chirurgica.

Ah bene mi spiace.

Adesso so come fermare la conta.

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