“facciamo una piccola truffa” mi fa ieri il mio signore e padrone somministratore di miserabili retribuzioni sommerse (ci siamo capiti, si?).
“facciamola” rispondo io con falso senso d’indignazione (una truffa? moi? jamais!) ma ugualmente chinando il capo (visto che tu comandi. ed io no).
“facciamo che tu fai un master, che tu studi, che tu fai i test intermedi al mio posto, che tu scrivi la tesina al mio posto e che poi io prendo il diploma a nome mio. eh? fico, no? che ne dici?”.
“eh” replico, lo ammetto, non certo peccando di sdegno -adesso ti frego tronfio arricchito sbucciasigari- “ma poi chi ci va a discutere la tesina, eh?”.
mi guarda, lo so cosa stai pensando -stai pensando che potresti farmi crescere panza e baffi e mandarci a me a discutere al posto tuo, mi stai per domandare di non farmi più cerette e di aumentare i lavaggi aggressivi al capello. nel giro di due anni dovrei somigliarti.
e quest’uomo qua, l’hanno appena fatto cavaliere della repubblica italiana.
be’, allora tutto torna
beh, direi di sì.
Lo avrei fatto avvicinare alla finestra con una scusa e spinto di sotto.
si, beh, siamo al primo piano però
Mi sarebbe tanto piaciuto mettere il video della napoletana che parla del suo “dottore di lavoro” tanto bravo ed umano.
Ma come si chiama la ragazza che la interpreta?
madame, vada per panza, capelli e gambe ipertricotiche.
ma davvero le crescono i baffi?
l’aria della grecia, sa.